MAURO “JOE BENZA” LUCCARINI

197442980_cc047072b6_oMembro anziano del nucleo storico del Fanclèb, fondatore del gruppo cabarettistico dei “Banaloidi“, sodale, collega e datore di lavoro diPhil Anka fin dal 1981.
Le piste dei due si sono incrociate, negli anni, numererrime volte: sono stati colleghi nell’agenzia di servizi “Programma Uno” (1981/82), co-fondatori di gruppi esilaranti e militanti nell’inesistente band denominata Joe Benza e i Gasometri (1982, Phil Anka trova il suo nome proprio all’interno di quel gioco di simulazione). Grafici del settimanale Cuore (Mauro era autore del progetto grafico assieme a Bolognini e nel 1990 chiamó Phil nella pattuglia bolognese di impaginatori). Ancora oggi i due continuano ritrovarsi in progetti comuni, come, ad esempio, il Biografilm Festival di Bologna.

i Banaloidi sono stati in un certo senso il gruppo “gemello” dei Mistoterital, nel mondo “parallelo” dell’umorismo cabarettistico: stesse ispirazioni, stessi atteggiamenti positivi e rilassati, stesse tendenze umoristiche. Luccaro, Bolo, Max, Cama, Dello e Giannero, spesso accompaganti da Greta, Adriana e Monica, erano assidui frequentatori dei concerti di LMT, sempre primi ad esortarli a fare il peggio possibile (tipica l’invocazione di Mauro sotto il palco: “Ruvidi! Ruvidi!“).
E fra il peggio, ricordiamo ad esempio quando Luccaro, nei panni di Arduo Melassa, ritirò la medaglia “kitsch ’85” al valore banale insignita ai Banaloidi (2° compleanno di LMT, 15-12-85. la sera in cui si sniffò l’Idrolitina). Quando invitò i Lini ad esibirsi trasformati in band pseudoslava al Montenegro Tango Party. E ogni volta che è salito sul palco a introdurre i nostri, vestito con una giacca con fette di mortadella, esaltando il pubblico in attesa (nella foto in alto: Joe Benza presenta LMT al Velvet di Rimini, 13/1/’89). La sua partecipazione alle riprese del videoclip della band (Sussidiario) ed eccetera, davvero eccetera eccetera

 

4 Ceffi (Joe Benza e i Gasometri)

joebenzaPreHistoria Terital: all’epoca in cui Phil Anka era stagiere presso una coperativa di servizi a Bologna, farneticava col Giovane Luccarini (primo a sinistra) di gruppi musicali tutti da inventare. Il quartetto della foto, che raffigura l’organico quasi al completo della piccola agenzia, decise di auto-nominarsi Joe Benza e i Gasometri, nonostante nessuno di loro suonasse ne’ avesse intenzione di farlo pubblicamente (Phil mostra nella foto un’armonica a bocca, massimo cimento strumentistico del nostro).

1980/81: PRE-HISTORIA TERITALSA -1

Nell’ottobre del 1980 Bob e Phil si conoscono all’Università di Bologna, D.A.M.S., Corso di Estetica del prof. Nanni, aule di via del Guasto.
Phil, aspirante fumettaro della bassa felsinea, ricorda di aver notato Bob, maturato classico approdato da Bolzano, perchè questi “parlava e rideva forte”. L’archivio Anka conserva un ritaglio de “l’Unità” (8/2/81, pag. 10) dove, in una foto illustrativa dell’articolo “Segnali nuovi all’ateneo bolognese“, si scorgono i due assieme a Gandini, beccati proprio sui banchi di quelle lezioni.
In seguito Bob e Phil conoscono Ted  alle lezioni di Umberto Eco, in via Guerrazzi.
Ted ricorda la situazione (in cui era presente sicuramente anche Bob) ad una lezione particolarmente affollata dell’illustre professore in cui, stritolato dalla calca, fece ridere le altre vittime dichiarando di averlo sentito dire un “mentre”.

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Dopo le vacanze di Natale, Il rapporto fra Bob e Phil comincia ad approfondirsi sul terreno della passione sfrenata per le situazioni grottesche e paradossali (loro le definiscono “dementi” senza riferirsi necessariamente alle teorie di Freak Antoni e degli Skiantos) di cui l’ambiente di Lettere e Filosofia non era certo avaro. Due passioni su tutte: Woody Allen e i Beatles. In epoca di tramonto delle ideologie, traducono la sigla D.A.M.S. in Dipartimento Armata Militare Sovietica, professandosi fans dell’ Unione e precorrendo certe mode estetico-fighette dei middle-eighties.

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Si trovano spesso in città, agli appuntamenti “fanno gli olmi per riconoscersi“(?) ed elaborano una sorta di filosofia detta dei “Bastards“, che Phil rappresenta con vignette e appunti disegnati durante le lezioni (vedi il fascicolo di testimonianze “ Dams Graffietti”, archivio Anka). In questa fase c’è tutto il peso del film “The Blues Brothers”. Il grande successo di John Landis entra nelle loro vite nell’inverno 80/81, quando Phil, Bob e Ted se lo gustano assieme ad altri sfaccendati (Vittorio “Graham Granarolo” Kashmir, Nino, …? ) al cine parrocchiale S. Martino di Bologna. Oltre al rithm ‘n blues, questo film porterà loro gli occhiali neri, oggetto/feticcio che resterà per sempre nel look ridondante della band.

il primo dice parole di animali, il terzo ne conviene