Tutti gli articoli di brianfeboconti

Primo e unico vero manager di Lino E i Mistoterital

KE TESTI!

TESTI LMT
Pre-historia (1981/82, dall'Andreoli e non)

La tipa della mensa

E’ lei
la tipa della mensa
quella che ho trovato l’altro
il sardone timido
Primo testo di LMT, datato 10/3/1981

Kakka kakka ma ve lo dico

Spero che domani piova,
così provo il mio nuovo faraglione elettronico
ma se invece pioverà
sarà come un vestito portato con le verze di Omar.

A kasa lekkio

Luma luma
come un puma
Doma pema pima pima
Pama panza penzo pembo
e Dario Baldan Bembo

Ke testi

Ruby ankora i mutandoni
della suora vitellina
e la fabula alessandrina
alessandrina e i suoi ankora
i suora mutandoni
mutandoni
ke cojoni
è l’amore l’amore ke fa girare il mondo
(e non è mia).

Questa volta i new demenzials l’hanno fatta grossa [Bob]

Rapaponza rapaponza
se ti viene il mal di panza
lessa il pollo nella stanza
e adesso basta far kasino
perchè devo seguire italiano [Bob]

Se però la voglia torna
mangia bistecca e taglia tuberi
e se citterio ti brucierà
dipende da forse e tu calmo con quel pitone
ma non importa
salsa toscana
perchè poi sai
torna sempre il cacatua ad origliare [Ted]

[Bob] [Ted] (19o testo di LMT, datato 10/3/1982

Fakocero

L’origine dell’amore
è Spadolini
l’origine del trucco esotico dell’Andreoli
è il trucco esotico di Valdino
Lì è il punto del sesso
ma Freud ruminava
le vocali sono conserve
e cravatte è una cassa di risonanza.

Hai torto marcio (di Garbarolo e Gualtiri)

Senti schifosa
dammi subito la rosa
e se tu ti manometti
io ti rompo col prosciutto di sei etti!

Tu mangi le carote
ma non cambi quelle trote
e con l’acqua così sporca
non sei neanche più una porca

hai torto marcio – ye ye ye
col naso tuo contorto – ye ye ye
hai torto marcio – ye ye ye
e non sopporto il cacio
e non sopporto il cacio
(arriverà intatta al secondo disco “Altri Nani” 1991)

Pistarto quale sei ladrone punto (Garbari & Gandini)

italiano italiano italiase
zucchini sacerdoti musetti
papericidio cormorano archibugiere
orecchini pensione a buon mercato
italiano quando torno te lo dirò
preside pistolero forfora da amare
nilla gandolfi viva viva la valsugana
fizzo – fazzo – fuzzo – corda

Tutti i prossimi testi sono di Ted Nylon, Bob Rodiatoce e Phil Anka, da soli o insieme

Assomigli a un sapone

Cara, quando mangi il mandorlato alla menta,
Barocche sardi mutandine salate.
Corrazzamentogiardinierecleopatra.
Mrabù Marabì Marabà
Sanco Papanco Sinco Papinco Azza Vuè
Wuezza Wu Wue Wuezzazzazzazza.
Carboidrata norvegese Sampdoria
ma in fondo tuo fratello amilcare
è un autostoppista di marzapane

Fatemi la festa ragazzi

Mon Cheri era malato
RIT; (aiuto-aiuto!) – ORNELLO
Mi limito a una cosa così
volgare volgare volgare!
volare larave trigemino
_atrocità muscolare-cosa fare?
Se fai fai, vuoi vuoi
Ma se fai vuoi, try try?
Dipende da Antonella Lualdi!
Ma una tipa fine fine davvero
ecco Lea Krill, la fine del gruppo!
E fu così che il tipo della festa
mangiò la festa, era una festa.
Povero Carlo era un pistone!
Ma Monica invece stampava lamiere
Mi stupisco di me stesso(G & una di Pordenone; non Cipeciop)
Incredibile? Ma fesso
Picchiarello era un mezzo di stoppa
Stopparello nera fezzo ri Poppa
Pappariello Sega puzza sta tappa
Topolino annega razza ma, è troppa
Trottolino draga Napoli d’ inverno

Kago zero

Kago zero
per davvero
mi hai portato le coppotte
nella notte nate note
viva viva la valsugana
Poi c’era cago poco
e datti poco e via!
dello quello che mi hai
detto tu ho scritto
no via via cago fuoco.
Zero zero e Masiero verde.

Ossa di coniglio

con il miglio
fai coniglio
con mi taglio
spacco e raglio
sega e taglio
spicco riglio.
Ma tu sei una bombarda
e non rechi più tregua.

L’incidente è chiuso e stop

aZuckmayer o Van DEr VooS? (Con il contributo di Lana Nylon)

Copio il titolo copio il titolo
macchio d’unto l’ape Maya
rit. PIDOCCHIOSO OOH! PIDOCCHIOSO SII!
non manca niente alla lenza
pesco un cane mio dottore
rit.
Vedi Corbara se ti ho fatto enire qui stasera
è per sbattere le uova
rit. 2 VOLTE
Buon compleanno raganella di Napoli
Buon compleanno raganella di Napoli
con quella faccia
mi ricordi Neo-Cibalgina
L’altro giorno
mi hai scoreggiato al piretro
E’ un peccato
che non mi hai preso in faccia!
/Ma cosa credi che le alture ciondolando si vendano
E tornatene da dove sei tornato
rospicida rosmarinato di dietro
le tue ginocchia assomigliano a Piero
si proprio quello della canzone di Deandrè
che faceva cos’è:

  • Mangialo Carlo
    mangialo ora
    e se labora S. Pellegrino
    perchè ha cercato
    nel cesto di angurie
    e d’eran mille cadaveri senape-
    Ma comunque non cambi
    perchè sei un altro ciondolo dell’inter
    e tronchi natanti.

Centinaia ne vengono fuori

Questa è la storia (con la musica del “Ragazzo della Via Gluck”)
di un calcestruzzo
anche lui muto ma viva i garofani

Caderee oh, uh, Mac leens, salsa solare (con la musica di Volare)
Tucul, vestito da trento
nemico di Stare Kung Fu

E stacca i fagioli dal forno
che poi te li faccio conoscere
Conoscere Conoscere; Vita Meravigliosa
Vita Meravigliosa, I Quindici, I Quindici
dove c’è scritto che Annibale era
una specie estinta di nacchere
Finita la canzone

Spazio

  • Credevate eh che fosse finita? e invece
    la continuo, maltrattando un condominio
    Ecco.

Cambio risotto

Ho mangiato Zio Amilcare
Ho sputato il cugino Amilcare
Ho contato il padre Amilcare
Sono Amilcare
Ma mi chiamo Antro

Ma mi chiamo autocommento

La corriera mi salutava
e la mamma svenuta mi diede 9 in condotta
era un canotto
e risolveva canelloni
canelloni
Ma mi chiamo Salto.

Questa è la più demenziale di tutte

Benchè tutti credano che non siamo capaci di fare
testi con un senso, questa è appunto la dimostrazione
che non lo sappiamo fare.

Sfidiamo chiunque

Maccherock, checazzo credete di fare
vi sfidiamo! FATE/BENE CAGARE
GIUSTO!

Brutta la camicette di agnese senbra un pangolino

Cip Ciop: Sei sfigatamente erotica
Cip Ciop: non capisci un cazzo della musica pop
Cip Ciop: non sarai mai un’infermiera
Cip Ciop: Neanche Attila ti avrebbe rivolto la parola
Cip Ciop: Anche Allan Poe avrebbe preso paura di te.
Cip Ciop: Non te la prendere
Cip Ciop: Anche perchè cosa pretendi di prendere?

Stai facendo una canzone? No.

La serva di Agamennone
si chiamava Agata
e con la sottoveste confezionava banane
ma non ce l’ha con Carlo
specie quelle sul ginocchio di carlo
e tenterò di finire la prossima canzone

Ride anche lui

Altra canzone.

Questa è un’altra

Fatta.

Dal nome su un racconto si può capire il tipo di pubblico

Questo è il titolo.

Gallingani cosa credi

Ecco Cristina volevi che ti
mezionassi. Ecco!
Sei contenta?
No.
Benissimo

Non voglio gnanche scrivere

TRA-ME-ZINO (sanguisuga)
TG 2 DOSSIER
e non scarico

A pancia piena

Mangiare da re mangiare da re
Bevendo il caffè. Bevendo il da te
Ingordi ingordi
siamo ingordi di tutto
che sia bello o sia bello
rutti-camion-saette
stomacacci da litro
birra e marzapane

Peggio di così si, deve

Ho inventiva da vendere
e infatti l’ho venduta
700 lire il litro!!!!!!

Ho ricomprato l’inventiva

Sì, è vero!

Forse

Forse!

Adesso ne faccio un’altra

Davide cosa triti?
Forse è Pirelli?
Lecca forse
che domani
Saldatore?

E’ caduta la matita

Tita Tita
ma Giuseppe
Sempre in piedi sul cavolfiore
Digerisce
Mentre rosce
Le ganasce
Mosce mosce
E Madame Bovary se muà
Cosa vuol dire

L’hai letta? Com’è?

viva viva
viva
il fakocero nella stiva

Tutto il contrario di quello che fai

Scrivi Scrivi
Blatera meloni
trancia 2 lamponi
cerca una rima adatte
ma ricordati di dare due giri di chiave alla chiave

Wuezza che Festa!!!!

Super-Wuezza, super-wuezza, saidecar che super-wuezza
Paraponza, paraponza ciclamin che strapafinca
Giovedì di quella sera che serata seratante
Non la festa come tante, ma la tritacarnegialla
Sandra era scatenata e la musica sfrenata
bobbi era Gualtirolo e Grassilli era sua madre
il vociare era fittizio, gli invitati forse tutti, gli abusivi più di altri
e le penne saporite bersagliavano ceramiche. Punto
Lella non la conoscevo, Cip & Ciop rompeva balle
e la dona dona tella scarpinava sghignazzando, tacchinando
torte torte a spargifiato, si inghiottiva come i re
e la casa di Giovanni rimbombano si gonfiava
il condominiale accanto formichiere di Perugia quasi quasi se le prese
e se le tenne fino al giorno dopo perchè la festa continuò fino al giorno dopo e nessuno
ebbe a ridire e la regina di Tebe finì il suo carniere.
(forse scritta dopo una festa-party di compleanno di Ted 1/4/1982 a casa di Giovanni Parente)

Ma tienti le tue trote

“Castità” era il nome del suo gatto
quattro nasi aveva sulla fronte
si nutriva solo di ostetriche
e le preferiva celibi
arrivò a Capri
cremino.
era il figlio di Lello Bersani.
“Atistac era il lemon del suo ottag
ottrauq aveva sulla etnorf
si avirtun solo di ostetriche
e il miraggio cercava tuo fratello
forse doveva solo farsi dare la versione di latteria del Sudan
ma Jack era triste e stanco e si appoggiò a un ramarro e morse un fermaglio e qui continuate voi la canzone(con questo testo e’ presente in uno dei primi nastri registrati da LMT durante le prove alla Epol I a Bologna nella primavera 1982. Con un testo completamente diverso, scritto da Ted e Phil nel 1983, “Trote” entra da subito nel repertorio dal vivo della band, viene fissata sul demo-tape “Sbagliandosi in Para”-Down By Me Records, 1984 e finisce, riarrangiata, su “Altri Nani”-Diva Records, 1990, secondo album dei Teritals. La frase “era il figlio di Lello Bersani” diventa, come titolo di una canzone sempre minacciata ma mai scritta, un tormentone ricorrente. E’ fra i “brani non inclusi” elencati nei credits di

Osteria del gelatino

Osteria del caribù
para bunzi bunzi Empoli
sette lenti mi do re saclà è vivo
para bunzi bunzi barista
per non farglielo vedere
io mi affetto la sala di registrazione che tengo in calabria

Ti ho portato il bronchenolo

(coro): PARAPARA PARA PARA FINZA FONZA
PARAPARA PARA PARA FONZA FINZA
Ma che tosse catarrale (coro): salute! salute!
Ho smarrito un genitale (coro): peccato, peccato!
Ma se tu lo troverai
quattro viti, sei pistoni, nove infarti ti farò ingoiaaaaare.

Fai sputate poligonali
sbavi sempre su quei giornali
rumoreggi che sembri un camion
ma io ti voglio aiutare (coro): ma come?? Coome!?!!?

Ti ho portato il Bronchenolo
ma lo avrai soltanto a nolo
e se tu non vuoi morire
sgancia settemila lire.
Tu mi avevi fatto sgarbi
ma non ho dimenticato
ed adesso col ricatto t’ho fregato
col torrone maculato.
(con alcune piccole modifiche, “Il Bronchenolo” entra subito nel repertorio live di LMT cosi’ come e’ stato scritto di getto da Ted e Bob)

Diventeremo famosi prima

cinque, otto, sessantatre
ti conosco mascherina
ma sei troppo selvaggina costata di solco
vìva vìva il topo di campagna vestito da Silvan

Povero Belushi

Povero Belushi, povero Belushi
eri bravo, buono e bello
Più di tuo fratello
Basta

Fine di un romanzo

E cadde e si ruppe i ginocchi e tagliò
i tarocchi e vinse il titolo di “fallo d’oro” per la migliore
interpretazione di un caviale

Cosa volete segarmi? (calipso)

(coro): Para bistecchina, para bistecchina
Para cotoletta, para cotoletta

Ho una fame di carne di Alce
Quasi quasi bruciacchio il pancreas
Non so mai che pitone scegliere
e tenterò una rima con la parola vongola.
(coro)Lombo di vitello, lombo di vitello
Costa di maiale, costa azzurra

Ho mangiato la carne di unghia
Quasi, quasi potevo mangiarla
Aspettate che salvia non cerco
e tenterò una rima con la parola vongola.
Ecco la rima/: Discobolo.

Non scarmi il tuo

Marmellate e citrollino
quasi quasi il citofono
mi piacciono i cracks
perchè non mi piacciono
adesso c’è Aldo
che mangia
no no ha ha
hai voluto farne una in più, Aldo
sei il solito viva viva
questo dobbiamo metterci
area soma la sensititva
ed ora aspetta
dolorose c’è scritto
divengono coscienti
questa è troppo lunga
benissimo
ed ora dicci tu un pezzo
fra virgolette
e Fra Paperonzolo.
(questa Ted, nel “2° tomo”,la accredita a Garbari, Gualtirolo, Semino, Aldo sei caldo e Giovanni. Canzone composta mentre la si registrava su un nastro perduto).

Canzone senza testo

Voglio tanto sedano
voglio tanto sedano
E non tornarmi i dadi.

Bene

Bevo
Cado
Annego
Corda
Ma tornami a Vigevano
Ma dobbiamo avere
Saldi
Ho proprio scritto un’altra cosa
Bella la sbarba col codino

Infarto

Basta mettere la riga sotto e si fa il titolo

Sono d’accordo anch’io

Insalata cruda
e Blek Macigno cruda
WW i Baffi Tartufati
Questa canzone
3° ASSOLUTA MONDIALE
I° Festval del Filmino Famigliare Corrado
6° Stormo a VELIVOLO DI STARE FERMO o muoio
7° MITISMO E BARBAGIANNI e preferisco e riverisco

Si comincia sempre coi cartoni di uova

Siamo ornicoltori
mangiamo peperoni

Ed ecco una canzone di Gandini, fra le primissime!

così-così-così-così-così-così-così-così
colibrì-colibrì-colibrì-colibrì-colibrì-colibrì-colibrì
canicattì-canicattì-canicattì-canicattì-canicattì-canicattì
salmì-salmì-salmì-salmì-salmì
martedì-martedì-martedì-martedì
sono qui-sono qui-sono qui
mondovì-mondovì
verdura sulla luna

E allora chicchi

Ventitré semestri
tutti più salmastri
dei miei vecchi fratellastri
dei paziuti borgomastri
dei rotondi circa e questri
dei naselli dei ministri
dei marmisti molto illustri
dei nipoti dei disastri
di pistacchi quasi nostri
e vi piacerebbe giovinastri
che fosse in rima anche l’ultima strofa? (Phil)

Poesia della Mangustra (Phil)

Un rivolo
un tavolo
nei miei coretti
un deltanano plano
ma no è stato ierilaltro
brutto barile
Hai schizzato Giacomo Puccini
l’hai schizzato fino a Pu
s’è salvata la battermay
solo cocco, grazie.
Avessi usato, amore mio,
questo foglio per farne un centravanti.

PRIMI TESTI CON MUSICA (più o meno definita) 1993

Miseria

(da “Misery”, Lennon Mc Cartney.
Sull’ LP “Please please me” dei Beatles, 1963)

Il mondo è stato cattivo con me-e-e, Miseria
boia giuda
Quando vado a mangiare
mia madre mi da del volgare
e non so chi ci può emirare, Miseria.

Ai fetente quel tenente fatto a igloo
tu sostieni mentre cani e leggi il Bo, leggi il Bo.

Zio duretto quel manzo
potresti sgangarmi un ripenso.
Il mondo è stato cattivo con me-e-e, Miseria…di ,
(da “Time is on my side” di Meade, Norman.
Versione Rolling Stones su “The Rolling Stones N°2, 1965)
Il tempo è dalla mia parte
sì lo è
il tempo è dalla mia parte
sì lo è.
Quando vado a casa
mangio sempre carote
carotine io mangio
carotine io mangio
carotine io mangio
si-i-ì

Il tempo è…

Il tempo, il tempo, il tempo
è dalla mia partesì lo è.Il tempo, il tempo, fazzoletti tempo
è dalla mia parte
sì lo è.
sì lo è.

Trist e Scars

(da “Twist and shout” di Medley, Russell.
Versione dei Beatles sull’LP “Please please me”,)

E scioccami bambina
trist e scars
comò comò cassapanca
comò valchirie e Minà
tu compri pippo e vegè
tu non hai dischi mai
ma cos’è questa aringa rossa bau
ho detto no ho detto mai
e tokio tokio tokio cresima
e tokio tokio tokio cresima
e tokio tokio tokio cresima
A… b… c… d…

Bravo sugo

(da “brown sugar” di Jagger, Richard.
45 giri dei Rolling Stones del 1971)
Bravo sugo tu hai fatto per me
e ci hai messo dentro anche un po’ di caffè
se il bravo sugo sempre mi farai
tutte le altre volte spesso tornerai.
Bravo sugo
cip cip
(durante una “garage session” Rodiatoce definì il bravo sugo come quello che salta dalla pastasciutta per venire a macchiarti la camicia).

Lord sei tu

(da “Love me do” di McCartney, Lennon. 45 giri dei Beatles, 1962).

Lord Lord sei tu
tu no caribù
spaghetti al ragù
Sofi-i-a
Loren
uoh, oh oh Loren.
(Anka sostiene che questo testo rappresenterebbe un dialogo fra Paul McCarney e Ringo Starr. Mah.)

Marinetti e Petrolini

Marinetti è quella cosa che
sol per fare il futurista
di carciofi e di patat
ogni sera fa provvista

Petrolini è quella cosa che
sol per fare il capolista
rimasticca il controkant
e logicca la rivista

Mari Mari Mari netti
con la salsa Star
Piro piro piroetti
ma non sai volar

Petroletti è quenna roca pe
tol guidane zzazafista
mordinata di carot
e insalata poco mista

Per finire questa canzone scioc
ringraziamo Zio Grilletto:
complimenti, l’uovo e’ alla cock
Salamandra con berretto

Mari Mari Mari netti
con la salsa Star
Piro piro piroetti
ma non sai volar

(La prima strofa e’ effettivamente un testo di Ettore Petrolini)

Carbòn noè il cartòn

E la canzone fa:
Lanciami la Flavia
ripetutamente
Se non c’è l’Arcadia
non mi chiamo sergio?

(questa e le altre fino a “Dertenauta” compresa sono di Ted, datate “nocembre ho tanta 3”)

Il sarto di Vigevano

Sono andato
ho tornato
mangio un gato
Mandorlato
senza fiato
farai
si si si
farai
o ieie
cadrai
ullala
cosai
apelle la Rai
Sono andato
sarei stato
ho venuto

Bachalà

Venerdì sei quà
e ti tocca il baccalà
Giovedì sei lì
e ti becchi il baccalì
Martedì non sò
è tornato il baccalò
Lunedì perchè?
fasoi e crostini!

Rocche intorno alle nocche

(dovrebbe essere sulla musica di “Rock around the clock” di Billy Haley)
Uanciùfrì
ho le nocche
Frìfor fai
con le unghie cantài
Faisiseve
Camillino non la beve
tira il Camay ay ay ay
Colibrì
senza ti
il tartufo
non è un mi
e finisce così
la valigia di nettuno

Dertenauta

crostata di manzo
col resto di due
gradisci un romanzo
o è meglio zia Rue
Cos’altro mi chidi
pretendi un pò trippo
se il naso mi vedi
può nascer Lisippo
però;;;;;
tu assomigli a Richetto
non vorrei che fosse retto
e te ne chiedo di più.
Un due ru
Giro giro vongola
mia madre è un torroncino

Tutti cuochi viaggianti

Mary Nara è contenta
se la Epol è spenta
può dormire tranquilla
senza Brian che strilla
e senza il fax che bussa
può finire che russa
corri poco che la milza è caffé

Cip e ciop antimacchia
viaggi senza capocchia
Lea Krill ha incontrato
senza neanche il cognato
tutte e due son finite
a mangiar dinamite
centravanti senza guanti xa fèt?

Ronnie Shetland al basso
Joe Rayòn abbasso
Sam Filato rabbino
di Lia Mag è cugino
nominate Moe Herr
vorrei anche veder
Gionni Rotten è soltanto Pelé

Mistoterital si sveste da me
Annapack travestita da sè
la canzone centra poco con Ted
Eta Seta stai lontana da me
per finir si può dir Mac Macré…
(è un paleotentativo di Phil di raggruppare in un testo solo un po’ di scena-terital dell’inizio ’83. Il Joe Rayon citato è Gandini nel suo meno noto pseudonimo).

Non c’è meringa che tenga (rochenroll)

Lasciami mangiare tutti questi pasticccini
voglio ingrassare per stupire i miei vicini
oggi la Giovanna mi ha tradito con un razzo
mordo una capanna e mi ingoio un gran palazzo

sono un Bravo Simac, dal nervoso trito e taglio
or nella cucina ho mangiato anche un ventaglio
sono addolorato sto mangiando perborato
dammi una meringa se non vuoi che te lo tinga
e allor…

Non c’è meringa che tenga
lascia l’aringa che stanga
togli la funga del rango
vuoi che ti punga o spelonga

Cosa vuoi che dica per finire la canzone
non riesco proprio a trovare un tortellone
ecco sei contento ho trovato la strofetta
dammi la meringa e finisco la rima.
(questo è puro Ted da solo. Ci sono i prodromi [e gli ingredienti] di “Sono Peso sono Obeso” e di “Mangio di tutto”, con un situazionismo ancora molto accentuato).

Quando guardo il TG

Quando guardo il TG, non bevo non mangio (sigla del TG1)
non succhio l’arangio
non faccio pipì (rullo di tamburi)
guar-do-il-Ti-Giiiii.

Guardo il ti gi, sì sì (musica di She Loves You)
Guardo il ti gi, sì sì
Guardo il ti gi, sì sì noooooooo

Accendi il tuo ti vì
e metti su un cana-a-le
ma quando c’è Mimì
diventa tutto sa-a-le
Perchè il tgì-i, non poteva che esser lì (yè yéyè)
N passava mai di quì UUUUU

Quando mangio il ragù
mi sembra che sei tu-u-u (sciabadàn)
Quando maaangio la salsa
mi sembra che sia nonno Gambetta
e quando mangio lo spezza a casa tua, Ti-i-no.
Lo spezzatino non si chiama Tino ma Luigi!

LMT si danno alla liricka: La donna è un mobile

LMT si danno alla liriLa donna è un mobile
qual puma ha quattro
Viva l’Arturo
il gran droghiere
laa donna è un tavolo
qual rhum ha senso
Muta da teeeee mpo
(pausa)
e di Sparvier!
E Gandini invece?
E’ il più mona del reato!
AH AH AH , AHAHAH, AHAHAH

Salumiero

Sa lu mieero
dal taglio accuraaatoo
va ti porta
prosciutti e zamponi
il negroni con tante stelleeette
e i lamponi
con le grandi tette
Taglia fino due etti di coppa
e condisci col vino la zoppa
la matita che hai sull’orecchio
l’ho mangiata per farti un dispecchio!
(con la musica di “La donna è mobile” dal Rigoletto di Verdi- sul foglio originale è firmata da Ted, Phil e Verdi)

Andrea Donati: “Addio vecchia stufa”

Piccola Vecchia Stufa unpluggeda da Andrea “Jared Tyera” Donati, durante il sound-check al Botanique Festival di Bologna. Il brano coverizzato faceva parte dell’esibizione con cui il cantante degli “Alternative Station” apriva per LMT la serata del 27 luglio 2019 (poi sospesa per pioggia).

la leggo perché la so

I Teritals dal vivo si sono sempre vergognosamente scordati parti dei testi delle canzoni. Le cover in primis, ma anche le loro stesse composizioni. Ecco un sapido esempio di una “Sono Peso Sono Obeso” (Copparo 1985) in cui Ted premette “la leggo perché la so”. Cliccate il link qui sotto.
Va peraltro ricordata quella volta in cui lo stesso Nylon, nel cantare il ritornello di “Videodipendenza”, per rimediare all’amnesia riuscì a improvvisare un “La mia droga è la tv e col mio telecomando / io mi mangio Belzebù / sono il figlio di un orango!” Genio e sregolatezza (e catrame).

Du is Meglio Ke Uan

Potremmo citare Franz von Baader e la sua opposizione all’assolutismo ecclesiastico (“Du is Meglio Ke Uan” Monaco di Baviera 1832), ma ci limiteremo ad affermare che nessuna immagine meglio di questa può stigmatizzare il tormento e la redenzione nel 2007. “Bobbi” Rodiatoce e Bobby Solo, dopo anni di reciproci inseguimenti, finalmente riuniti a Bolzano subito dopo un concerto, esprimono più concetti di un tomo rilegato (in cotica e travertino).
Estatici, anche noi dell’LMT Fancléb ci uniamo al mistero e vi porgiamo i nostri più contriti Auguri di Buoni Anacoluti!
Carpacci! Esteruilliams a tutti voi!

FREAKAZZEA

7949783_2429088Noi giocherelloni dei segni e delle parole a volte sappiamo addomesticare dolori e perdite con sapienti trucchi e sconcertanti balle che raccontiamo a noi stessi e al nostro entourage. La dipartita di Freak Roberto Antoni, sei anni fa, lo confermo qui, oggi, non l’ho mai elaborata come si deve. Eravamo amici ma certo non intimi, abbiamo unito dei puntini sulla mappa complicata della musica e di Bologna, e presso quei puntini ci siamo a volte fermati assieme a fare due chiacchiere, con il lucido trafalgare che ci contraddistingueva. Un po’ di tempo dopo che Freak aveva fatto su armi e bagagli, l’amica giornalista musicale (a altro) Daniela Nardis Amenta (“Pina Boxer” per il Fancléb di LMT, tessera nr.21, a riprova del suo amore della primissima ora ) mi chiese un ricordo personale del geniale Roberto. Buttai giù la paginetta d’un fiato, cercando di imprigionare lì dentro il grosso magone. Il testo uscì nel libro di Daniela del 2017 “FREAK OUT – Freak Antoni, psicofisiologia di un genio” (Look Studio Editore) assieme ad altre testimonianze, interviste, ricostruzioni della sua vicenda umana e artistica. Con il volume un prezioso allegato: cd con 10 brani, quasi tutti postumi, con libretto e confezione degnissima. Se avete amato Freak Astro Beppe Antoni, dovreste cercarvelo, quest’ultimo capitolo che completa la sua storia di autore e cantante (Compagnia Nuove Indye), assieme al libro, che considero una delle cose migliori mai uscite ad omaggiare il Nostro. Qui di seguito trovate il mio testo. E un po’ di altre cose. E si, il magone c’è ancora.
Schermata 2017-08-16 alle 16.50.08

il ricordo di Roberto Grassilli illustratore, fumettista e musicista aka Phil Anka nei Lino & i Mistoterital
(da “FREAK OUT” di Daniela Amenta, 2017 Look Studio Editore)

Freak, ci fai un autografo? Qui su questa foto ufficiale di Enzo Tortora? Guarda Freak, abbiamo questo demo, ti va di ascoltarlo? Cantiamo davvero malissimo!” “Nessuno canta male come Freak Antoni”, ci rispose in via Zamboni che sarà stato il 1982. Eppure si poteva: avevamo peggiorato una canzone degli Skiantos modi-ficandola in Sono rotto, sono gretto… È normaTe. Un paio di anni dopo, lui parlava bene di noi ad ogni occasione e noi, frenetici, tirfulgidi, lanciatissimi nelle nostre armature rockettare anni ‘80, non potevamo spiegare al tenerissimo Antoni che essere connessi al “demenziale” ci pareva sempre più il bacio della morte. Una sorta di prigione a forma di settantasette bolognese.


1507620_10151990477158935_554593570_nGli si voleva bene e basta, al Freak che a suavolta amava persino il nome della nostra band ed era deliziato dai titoli dei nostri album, come Bravi Ma Basta Sbagliandosi in Para. Ci indicava come evoluzione della scena di cui lui era stato uno degli iniziatori. Su quella scena lo avevamo incrociato, dentro, fuori, dietro le quinte e tutte le volte aveva una giacchetta diversa: Freak coi capelli dritti a una rassegna rock in culo all’Abruzzo, Astro Vitelli in una compilation di band improbabili fatte, quasi tutte, da figuri che conoscevamo, Roberto Antoni poeta alla Festa Nazionale di Cuore, Beppe Starnazza a celebrare il momento avangua
rdista di fumetti-arte-musica che ci fu a Bologna all’inizio degli anni ‘80. Ma anche, più intimamente, ad inaugurare il primo parco Lennon d’Italia, a portare le nostre piccole primogenite sui gonfiabili progressisti di quartiere, la domenica pomeriggio. In salette prova sgamberlatissime… A casa sua, ad aspettarlo nel salottone assieme a Dandy, mentre la nonna gli intimava di uscire dal bagno.

Alzava le sopracciglia, era in costante imbarazzo e sembrava scusarsi lui per quello che attendeva tutti noi, suoi scombinati fratelli minori: per la tetragona ottusità di molto dell’ambiente musicale, per le istituzioni indifferenti, per le radio e le tv sorde e lontane. Forse persino per le spie che non funzionavano mai, sul palco.

Ci stava male, Freak, un po’ per tutti. Poi è stato male davvero. Averlo incontrato l’ultima volta su un palcobeppestarnazzascenico, per di più in Piazza Maggiore, è stato cinematografico in modo insopportabile. Cantavo due brani di Dino Sarti, in dialetto petroniano, accompagnato dagli Skiantos che peraltro si esibivano nella celebre piazza bolognese per la prima volta. Celebravamo a modo nostro il cantautore che aveva intrattenuto la città per molti anni, a ferragosto, proprio come quella sera. Non sapevamo cos’altro stavamo officiando, in realtà. Tutto sommato, la situazione aveva la sua bella quota di demenziale. Roberto Freak Antoni arrivò, magrissimo, macilento, mi fece molta impressione. Due ore dopo si mangiava il pubblico con una esibizione da grande professionista. “Approfittando di un vuoto di potere, stasera gli Skiantos hanno preso Piazza Maggiore…”.

Tanta fatica per scappare dai lacrimogeni del ‘77 ed eccoci qui.

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Quei gran pezzi dell’Emilia Romagna

Continuando la serie “consegnati all’Astoria”: trovato da Ted Nylon presso la Biblioteca Sala Borsa di Bologna il volume: “Quei gran pezzi dell’Emilia Romagna”queigran_LMT2di Brunotto Salvarani (Carpi, 1956) teologo, saggista e giornalista e Odoardo Semellini (Modena, 1960), operatore culturale ed esperto di cantautori. Casa Editrice, il Margine, 2017.

LMT vengono citati a più riprese. Nel Capitolo 13 (i primi passi del demenziale, ovvero non c’è gusto in Emilia ad essere intelligenti) nel paragrafo “Da Satie a Giobbe” vengono segnalati come la migliore tra le migliaia di imitazioni “perfettamente riuscite” degli stessi Skiantos (citando una celebre dichiarazione di Freak). Compaiono anche a pag.371 nell’elenco dei gruppi di Bologna e provincia. Ma nella seconda parte del libro cioè il dizionario delle canzoni emiliane inqueigran_LMT1alfabetico ci sono anche loro con “Sbarbe della Bassa” (appena sopra “Scirocco” di Francesco Guccini). Dopo un veloce profilo della band viene citata la strofa: “Tu sei nata a Baricella/ ma il profilo è da centese/ cambi il maschio un poco spesso/ me lo dici troppo spesso (di nuovo, appunto, sbagliato! La frase giusta è “dopo un pesso”) /io per questo vado in stresso/ ecc.ecc. 

Per il testo in dettaglio si rimanda alle foto concernente quipresente perlaquale.

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Photo Shooting Bentivoglio ’85

17/6/85 – La band assieme a Brian Feboconti a Bentivoglio (Bo) per un primo photo shooting ufficiaTe in studio fotografico (Happy Foto). In alcuni scatti è presente in maglia nera Mac Rodiatoce, lontano cugino di Bob da parte di otaria e seconda chitarra saltuaria. I nostri esibiscono anche una t-shirt personalizzata per la band, prodotta da The Prefans (seguirà approfondimento) e una storica valigetta, databile aprile ’85, che ancora viene portata sul palco.

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GANDINI

A titolo di parziale risarcimento (ma anche di angheria), il LMT Fancléb vuole così omaggiarlo:
Nato a BolzanGandini-in-mensao nel gennaio del 1961, ha frequentato il Liceo Classico con Bob Rodiatoce e il D.A.M.S. con i nascenti Mistoteritals. Per strane coincidenze deuteronomiche, divente un mito e un’icona per la band e per i fans della medesima. Dal 1982 in poi, “Gandini” trascende la sua stessa corporalità e la sua fallibiliità umana divenendo “il Più Mona” e guadagnandosi citazioni sparse nelle canzoni di LMT e una devozione arbitraria in tutto l’entourage della band.
Nel novembre del 1985 si è laureato in Storia del cinema presso il Dipartimento di Spettacolo dell’Università di Bologna.
Nell’estate del 1990 ha conseguito il 

libro-gand1titolo di Dottore di Ricerca in Discipline dello Spettacolo, con una tesi sullo spazio urbano nel cinema americano tra muto e sonoro. Attualmente insegna storia del cinema presso l’Università di Trento e Iconografia del Cinema presso il Dams di Bologna. Ha pubblicato volumi sulla regia cinematografica e sul cinema hollywoodiano.

 

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PROVE DI VERITA’

Le cosiddette prove di verità per Gandini” hanno costituito veri e propri tormentoni per il terzetto Nylon/Rodiatoce/Anka, soprattutto nel periodo universitario damsiano dei tre fig

uri. Dopo le classiche ingiurie che costituivano e davano corpo alle leggenda su Gandini come “il più mona” (“Nell’Arena di Verona c’è Gandini che è il + mona“, ecc…) si sono aggiunte queste nuove prove che affermavano “l’indiscutibile monaggine” di Gandini.

Come tutto quel che riguarda il mito gandiniano anche queste prove si basavano su asserzioni assolutamente inventate (“Gandini é il più mona per fede, non

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 per provata scienza” Bob Rodiatoce, 1986 c.a) . Se Gandini si fosse trovato nella situazione da noi immaginata sicuramente si sarebbe comportato come NOI immaginavamo.

Un giorno (credo Nylon/Rodiatoce) tornando da lezione si imbatterono in un contenitore di detriti e pietrisco a ridosso di un cantiere edile e scattò la pensata:

Gandini (non si sa perchè) si presenta ogni voltapresso un cantiere edile diverso e pronuncia la seguente frase: “Buongiorno, mi manda Pasquale Barra o’ anemale…“. Uno degli operai (o il capocantiere) gli risponde cordialmente (con accento vagamente napoletano) “Ah, bene! Venite, venite!” e lo accompagna nel retro cantiere dove ci sono alcuni contenitori ricolmi di detriti ed indicandoli a Gandini gli ordina: “Mangiate chillo!” Se “mangia chillo” è mona. L’alternativa (a sua scelta, altrimenti o’ anemale si offenderebbe) é di risistemare ogni scheggia di pietrisco esattamente come e dove era prima (cioè dove si trovava prima della demolizione): impresa impossibile che però Gandini tenta, dimostrandocartesianamente di essere ancora + mona!