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Fischi per Nastri

LINO E I MISTOTERITALFischi per nastri: demos y rarez [again_o5]
Siamo lieti di annunciare la nostra nuova ristampa: Lino e i Mistoterital, storica formazione bolognese, che ha attinto la propria ispirazione dal fenomeno rock demenziale inventato dagli Skiantos, ma con la capacità di muoversi all’interno di linguaggi diversi, quelli conclamati della cultura pop ed altri ad essa contigui, in modo originale ed irripetibile.

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Esplosivi dal vivo, hanno costruito il loro successo con il passaparola, distribuendo migliaia di audiocassette dei tre demotape registrati prima del loro esordio su vinile (“Bravi ma basta” del 1988).
Questi tre storici demotape, “Sbagliandosi in para” (1984), “Il prosciutto è il cane” (1986) e “Max Lo Smilzo” (1987), finiscono ora sulla raccolta “Fischi per nastri: demos y rarez”, cd album strabordante di 23 brani restaurati e rimasterizzati, che farà la gioia di chi non ha mai dimenticato le loro gesta.
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Il CD arriverà, con i tempi fisiologici delle distribuzioni indipendenti, anche nei negozi di musica. Lo si può comunque trovare nei principali webstores nazionali ed internazionali come eBay, Cdandlp.com, Discogs.com, Music Stack, ecc…

Per esempio, se incontravano un musicante magro, allampanato e con un cespuglio di capelli in testa, non sarebbe stato classificato come un essere “tipo Branduardi“, ma più probabilmente un “Branduardiere
(da “compendio di diritto canonico: tracce mistiche sul sentiero di LMT” Bruno Atté, ediz. Bravi Sarti, 2013).

Inoltre, ad accompagnare i Teritals nelle trasferte musicali c’era sempre una discreta folla di creature prodotte in proprio, squalificate ma esilaranti.  Nascevano abitualmente sui pulmini affittati dalla band. Emergevano dal tribuglio di cazzate, citazioni, rimasticature balenghe che occludevano tutto lo spazio del viaggio.
Era come se i Lini si portassero dietro un bolo di fecondo stracchino, il quale, opportunamente stimolato dai loro delirii, emetteva questi personaggini talvolta per intero, talvolta troppo deprimenti persino per la stessa band che lascava che lo stracchino se li riprendesse.
Presenze come Frate Mento (un religioso titolare di una rubrica di posta mai divenuta operativa), Zio Fermino (un parente infermo che comunicava solo tramite la pressione delle chiappe su certi sensori della sua poltrona) o Aleardo e i Suoi Pinguini di Sedano (un fantasista che avrebbe dovuto fare da supporter nei live-act del gruppo), non raggiunsero mai la soglia minima di dignità per diventare un tormentone ufficiale dell’LMT entourage.

Le note di Lino

il Ponte  22 ottobre 2015

A distanza di qualche chilometro dalla Riviera romagnola, nasceva negli anni ’80 una band destinata a lasciare il segno: Lino e i Mistoterital. Tra i componenti spiccava il disegnatore Roberto Grassilli.

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Originario di San Pietro in Casale ma riminese d’adozione, frontman del gruppo Insieme a Bobbi Gualtirolo (chitarra ritmica e voce)  e Francesco Garbari (secondo cantante e tastierista). Partendo dal titolo, il loro era tutto un gioco di parole sui tessuti, compresi i nomi d’arte: Bob RodiatocePhil Anka, (Roberto Grassilli) e Ted Nylon.

Cosa ricorda di allora?

“Abbiamo passato un anno a in­ventate storie sulla nostra band e ne è nato un fumetto disegnato da me, ancor prima che esistesse. Poi nel 1983 la cosa ha preso piede e siamo andati avanti 10 anni”

Che ambiente si avvertiva in quegli anni?

“C’era modo di suonare in molti posti, dai circoli alle feste ed erano gli stessi club a chiamarti. Oggi è molto più difficile trovare spazi per suonare”.

Come sono nati Lino e i Mistoterital?

“In un periodo In cui il punk aveva smantellato tutta la musica precedente, ci siamo riscoperti amanti dei Beatles e della loro vena ironica. Da lì, sulla scia di suggestioni inglesi, come il fenomeno dei Monty Python, abbiamo cavalcato il demenziale, ma non era solo questo, si sentiva che avevamo qualcosa da raccontare. Nel giro di poco tempo slamo riusciti a suonare in tutta Italia, dove talvolta la nostra musica ci aveva anticipato con lo scambio di semplici audiocassette tra gli amici universitari, ma ci apprezzavano anche critici di importanti riviste quali Rockerilla o il Mucchio. Siamo stati inoltre ospiti del programma “Doc” di Renzo Arbore, che andava in onda alle 15 del pomeriggio su Rai 2″.

E oggi?

“In quegli anni era nato un fan club In cui ognuno veniva tesserato e registrato con un apposito nome d’arte. Quando lavoravo alla rivista Cuore ho avuto modo di creare il sito del gruppo, che è stato il secondo in Italia. Oggi il gruppo é ancora vivo in rete e ogni tanto ritrova qualche fan affezionato o viene scoperto da qualche curioso”

Irene Gulminelli

Fintoterital

I Mistoterital non sarebbero dovuti essere quelli che poi sono stati. Gli originali LMT (Credd, Olzo, Muriatico, Gnaolaw e Kdù) sono morni (non morti, morNi, attenzione!) tutti assieme dopo un bel pomeriggio di giochi, nel 1966.
Non voglio portarmi questo tubetto di pasta di acciughe nella tomba” ha dichiarato recentemente Ciarli Uotts, “qualcuno deve svelare l’inganno dei Fintoterital!“.
Di colpo la molla si ritrasse e Ciarli rientrò nell’orologio svizzero.

Ulteriori aggiornamenti dopo la diretta dai bar mizvàh del figlio di Pasquale Barra detto ‘o anemale.10384036_10152820238554217_9014562921789488032_n