Nullatenente

Non so guidare / Comunque ho la patente
Non so mangiare  / Comunque non ho un dente
Non faccio sport  / Comunque so mangiare
Non esco mai  / Comunque so guidare

Rit. Ma in verità, non faccio proprio niente
Ma in verità, io son nullatenente
Non esco mai con gli scarponi
sono il re dei fannulloni

Non so vestirmi / Parlare non riesco
Rido col Girmi  / in un giron dantesco
Non so l’amore  / Comunque ci ho tre figli
Non ho sudore  / Comunque curo i tigli Rit.

Rit. Ma in verità, non faccio proprio niente
Ma in verità, io son nullatenente
Non esco mai con gli scarponi
sono il re dei fannulloni

Ho sempre sonno / Non vado a lavorare
Mi piace il tonno / Non so se so remare
Sono un poltrone / Ed anche un indolente
Ho il fiatone / Sono un nullatenente

(eh – ah – uh, la colla…)

Inedita; presente sul demo “Sbagliandosi in para“, LMT/Carbone Records, nov. 1984. Voci: Ted e Phil. Musica: Bob e Ted. Testo: Ted e Phil.
Ted e Phil si alternano nella “botta e risposta” di questa canzone, variando voce e intonazione in modo farsesco. Nella penultima strofa, Nylon recitava le sue parti facendo, in sequenza, voci come brutte imitazioni di  Gassmann, Tortora, Bongiorno.
Il finalino de”La colla del Terrone”, specie di tormentone reggae utile per salutare gli amici in visita alle prove (il misero testo si risolve in una cantilena che fa “EH, AH, UH, / LA COLLA DEL TERRU’ – IH, AH, INO / LA COLLA DI PAUL SYNO, e così via fino ad aver citato tutti i presenti) viene “incollata” ala fine del brano e usata nei primi live per presentare i musici sul palco.

Paradise Band

10475526_10152296407969217_5484740026963179878_n

Pre-teritals, preHistoria: band di solo due sere, appattumata per fare casino a una importante sagra di san Pietro in Casale, ispirandosi ai gruppi da balera anni ’60 e lanciandosi in classici dell’epoca. Il disegnaccio commemorativo di Roberto Grassilli ci mostra la line-up: Lorenzo, Go Gianni (Fini) Go, Ruggero Erani, dott. Pietro Lanzoni, Nicola Ghelli, maestro Marco Pini. Al centro della scena (scenetta?) Bob Rodiatoce e Phil Anka.

Rassegnatina Stampa-Biblio-Psichica

Epol II

prelogoLoro malgrado, nel secondo anno di 900Epoldue83_1esistenza virtuale, i Mistoterital sono costretti a prendere in considerazione la possibilità di mettersi a suonare davvero.
Arrivano anche ad affiggere manifestini al Dams dove si propongono audizioni per bassisti e batteristi (“Ehi fratello, sai suonare il basso?“…)
Per favorire l’inizio di vere e proprie “prove”, Mary Nara, all’epoca fidanzata e concittadina di Bob, anch’ella studentessa a Bologna, offre il suo garage inutilizzato. Il domicilio di Mary è in un condominio moderno del quartiere Fossolo, già da tempo luogo di ritrovo per i ciondoloni che Rodiatoce si porta dietro. Sono già leggendarie le invasioni notturne di Ted, che abita in una zona non lontana. Per uno di questi festini, il friulano stabilisce nel box suddetto la sua vecchia tastiera sofferente di enfisema polmonare. Viene subito ribattezzata “il mostro“. A breve si decide di noleggiare un amplificatore per la chitarra elettrica di Bob. Phil e Jean Gabardin (Andro) vanno a ritirarlo da Rubini, in centro a Bo, e lo portano al quartiere Fossolo in autobus.
Il garage venne battezzato “Epol II“, riempito di frattaglie e dichiarazioni alle pareti, alternate a foto dei Beatles e dei Mistoterital stessi.

Il fatto che i ragazzi si immortalassero già come rockers prima ancora di fare alcunchè, ci prova che l’intuizione del “Previval” (vedi il documento “Manifesto del Previval“) era presente dall’inizio della vicenda.
Le foto dei Terital sono da subito numerose e di buona qualità, grazie gli amici con l’hobby fotografico che si sono alternati al loro seguito (lo stesso Nylon lo praticava con buoni risultati. Possedeva, a Palmanova, l’attrezzatura per stampare foto in casa
e lo faceva, irregolarmente, su carta chimica d’origine jugoslava). La prima serie d’immagini della neo-band venne realizzata da Mary Nara, buon occhio fotografico, con un gustoso bianco e nero che arricchisce di sapore “beat” le immagini scattate in quel garage. Una di queste, in cui i quattro Teritals originari imitano coi loro mezzi la celeberrima immagine beatlesiana della copertina di “Please please me“, reca a pennarello il commento “Boschi x tasche = balalaike (dal droghiere)”.
A nostro parere, questa discrasia linguistica basterebbe da sola ad eliminare ogni sospetto di finalità “nostalgica” nel modus operandi dei nostri.

Bruno Atté, Historia Teritalsa

Papelargo

Papelargo é uno degli esseri più inquietanti incontrati dai Mistoteritals. Ricorda il papero Donald, ma ha i colori sbagliati ed é molto, ma molto più largo. La fissità della sua espressione non lascia trasparire i suoi veri stati d’animo. Non bastasse ciò, spesso si presenta con una maschera da trota sulla nuca. Fino ad oggi non é stato possibile approfondire la ragione della sua esistenza e delle sue frequenti apparizioni nei pressi della band. Protagonista di un fumetto itinerante (il progetto prevedeva che tutto l’entourage di LMT ne disegnasse una pagina a testa), le cui tavole si sono arenate in qualche zona inesplorata del Fancléb.
1000radiopapelargoNella canzone “Spazzate & Sassatelli” un gigantesco Papelargo a becco spalancato diventa una specie di balena collodiana, sempre in attesa dei viaggiatori perduti oltre il bordo dell’orizzonte.

In una corrispondenza privata del 1988 fra il manager Brian Feboconti e Lauro O’ Cardigan, che si apprestava ad effettuare il suo primo viaggio negli Usa, si fa cenno ad una emergenza di tipo papelargico:

“Da fonti certe abbiamo appreso che gli Stati Uniti sono stati ingoiati da Papelargo; non siamo in grado di dirti dove atterrerà il tuo aereo. Del resto può darsi che tutti noi si sia, già da tempo, nella pancia di Papelargo senza saperlo”.

Schermata 2017-04-24 alle 12.44.41
Un avvistamento di Papelargo relativamente recente: siamo sul lungomare Tintori di Rimini, nel 2008. Parte di LMT si trovava sulla costa per una piccola esibizione semi-ufficiale.

Dal diarioTerital, Trestembre 2004:  “Per angheriare il diabolico Dottor Tempo, quasi tutti i Mistoterital si sono trovati l’altra sera attorno a una pizza, nel centro di Bologna. Erano sagaci e ebbri di fanfarde, come sempre e più di sempre. In particolare O’ Cardigan, in una delle sue veloci apparizioni in patria, che ha deliziato i compagni con racconti estratti dalla sua pluriennale esperienza in Inghilterra. Per onorarlo ammodo (Lauro era purtroppo assentOLYMPUS DIGITAL CAMERAe alla Reunion del dicembre 2002) il professor Nylon ha elaborato estemporaneamente una strip della storica serie “Lauro e il Sultano”, con colonna sonora originale. L’addetto al casting della pizzeria “La Ridonda” aveva lavorato egregiamente: a far corona ai sei LMT c’erano, fra gli altri: Zpippo lo gnostico (che divorava clessidre di pizza facendo facce disgustate), Everard Flinstone (cugino di Fred da parte di cassonetto), undici sosia di Tino Buoazzelli in gelatina di frutta, il Laocoonte però vivo, alcune zoccole. Ma soprattutto, a dividere il pasto con la band, c’erano due splendidi esseri pensanti, due fansieri blasonati, due amici verticalissimi di Lino ei Mistoterital: il signor Mauro Coralli e il signor Minerva. Assente ingiustificone: il Pavone (sì, quello che viene sempre nel vostro cortile a lasciare il lardo pre-masticato poi scappa ridendo). L’apice dello struggimento e’ stato toccato al sopraggiungere della puntuale telefonata di Bob Rodiatoce, impossibilitato a muoversi da Bolzano a causa di un tratto di autostrada divenuto di pongo nel corso della mattinata). Al termine della cerimonia, ogni membro della band è stato riaccompagnato nel suo sarcofago criogenico. Grazie, grazie per tutto ciò e anche per il commovente omaggio: I Teritalsi hanno ricevuto l’oggettino della foto qui sopra, uno a testa, confezionato proprio dalle manine di Mauro e Minerva.

 

LMT’s Ridondeon: tutte le Mistocreature

il primo dice parole di animali, il terzo ne conviene