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Sei marzo 1984, seconda esibizione in assoluto dei Teritals. Paul, Bob, Ted e Phil, (Ronnie era appena arrivato e stava ancora osservando la situazione) con pochissimo repertorio proprio, accettano un invito lanciato da “Abo” Campanini, lo sfrenato assessore-complice di Pieve di Cento (Bo).
Si tratterà di suonare in strada, durante il corso mascherato “in notturna”. E visto che di carnevale si tratta, i nostri scelgono di indossare le sacre palandrane dei loro eroi-numi tutelari. Nonne, mamme, mamme di fidanzate ecc…, vengono arruolate per confezionare credibili copie dei costumi indossati dai Beatles del periodo “Sgt. Pepper“. Con una scaletta consona, si installano sotto ad un portico (ribattezzato il Wooltone*) nel centro storico del grazioso paesetto, montano la Meazzi di Syno e un circa-impianto-voce.
Brian Feboconti, ormai calato nel ruolo di manager di LMT, assiste i nostri per la logistica e anche per il beveraggio. C’è un faro appeso in alto, una prolunga che arriva da chissà dove. Paul Syno non vuole in faccia i baffi di Ringo, Shetland resta in borghese e suona il suo basso solo in qualche canzone (quelle che aveva fatto in tempo a provare). Un unico Lino-brano in scaletta: “Ti ho portato il Bronchenolo“.
Nell’euforia carnevalesca, l’evento risulterà molto coinvolgente, con il pubblico che sta al gioco e simula qualche momento di autentica-finta isteria. E nella simulazione, ad un paio di ragazze succede di piangere davvero!
Nell’album dei ricordi risultano i visi congestionati di Moe Herr, Vanni ’80, Graham “Granarolo” Cachemire, Otto Blues, Fabiana, Cecilia, Annalisa, Letizia, Raul, Luca, Barbara, Rita e Uldo Rebus… Uno degli amici sostenitori della prima ora riceve in modo deterministico il proprio pseudonimo-terital: in tutte le foto della serata appare sempre ritratto sotto alla stessa scritta vergata su di un muro: “Uldo“. Uldo Rebus da allora, appunto.

Woolton: rione di Liverpool dove viveva John Lennon. Presso la chiesa di St. Peter in Woolton, ad una festa parrocchiale, si incontrarono per la prima volta Lennon e McCartney

Old School’s Days

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I rapporti tra Bob e Mary Nara sono cambiati, inoltre LMT necessiterebbero di un luogo per provare “bassacentrico”. Phil pensa alla “Vecchia Scuola” di S. Pietro in Casale, uno stabile già utilizzato per il laboratorio teatrale dell'”idra” di cui il bolognese ha ancora le chiavi. Tranne che per alcuni corsi nella palestra adiacente, il palazzo è inutilizzato e in attesa di essere recuperato ad altri usi comunali. I nostri decidono che il luogo, ancora affollato dai pupazzi del gruppo teatrale, fa proprio al caso loro e (probabilmente) il 19 – 1 – 1984 vi commettono una prima prova. Phil affigge un nuovo disegno sulla porta, con la scritta Epol II. Ted recupera “il mostro” e ivi lo alloggia. Da quel  momento iniziano i “records” che Syno e Anka cercano di stabilire, ogni giovedì sera, caricando sempre più elementi della batteria, ampli di bob, valige, sacchi e loro stessi, sulla ‘500 fiat-Turbinosa di Phil.

Ted e Bob, da parte loro, saranno indotti a migliorare le loro prestazioni atletiche, correndo dietro agli autobus e ai treni che collegano S. Pietro con le loro stanze in affitto a Bologna, a questo punto nel medesimo appartamento di via Agucchi, vicino alla Panigal. Il giovedì sera alla Epol II sarà per un annetto un appuntamento fisso per tutti gli amici dell’epoca, da Jean Gabardin a Rick Amo, dai Reddavid ai Rebus.
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Ecco un ispido ma sbissioso ricordo di quel periodo libeccio, ad opera di Signor Rodiatoce.

Arrivavamo col treno delle 19.30 Ted ed io. Da buoni studenti eravamo sempre di corsa ed affamati, quindi la prima tappa doveva essere dedicata al ristoro. “Rataplan” era il posto meno peggio e soprattutto il gestore era un appassionato rockettaro e con lui intrecciavamo spesso e volentieri discussioni e pareri sulle ultime uscite discografiche.
 Nel frattempo arrivava Ronnie col suo macchinone d’altri tempi e Phil e Paulstipavano la “Turbinosa” (ovvero la 500 color topo di Phil) con la Meazzi, ilVero Mighelino e il Pannocchione (non vi sto a spiegare cos’erano, fate un link da qualche parte…).
 bob-epol2-f-thumbE così si andava tutti alla vecchia scuola di S. Pietro in Casale in un’aula al primo piano per fare prove di Mistoterital.
 La voglia di suonare era tanta, la perizia tecnica poca. Passavamo ore a mettere in piedi brani di una semplicità disarmante, ma lo facevamo con entusiasmo e impegno tali da conferire valore anche al più banale giro di accordi.
 In fondo era come se ogni volta facessimo un concerto ed in effetti spesso (dopo le prime volte a porte rigorosamente chiuse causa pudore) ci ascoltavano uno sparuto ma agguerrito gruppo diamici/fans.
 Ricordiamone alcuni: Archie ReddavidBarchieRita RebusPeressini, più altri faccini e faccioni al momento non chiaramente identificabili, alcuni trascinati loro malgrado da altri amici e che subivano l’insulto delle nostre stonature e battute fuori tempo.
 Era come facessimo un concerto, dicevo, con tanto di brano finale spaccatutto e che quasi sempre era il brano con cui si concludevano i nostri primi concerti; Bambolina Punk! Una versione appunto punk della famosa bambolina che fa no, no, no.Peressini intervistato anni dopo ricorda in particolare una sera che si concluse con Phil Anka asserragliato dietro una latta in un angolo dell’aula e lui stesso che batteva con una bacchetta della batteria.
 In quell’anno fra il gennaio ’84 e il gennaio (o febbraio) ’85 presero forma nella vecchia scuola tutti i primi brani dei Mistoterital da “Sono peso sono obeso” improvvisata la prima volta su un giro twist, a “Maledetta domenica”, più tutte le cover del primo periodo, fra cui una ancora oggi notevole “Nights in white satin” versione new wawe.
 Esiste credo ancora una testimonianza video di quelle prove, girata da un nostro compagno damsiano chiamato John per via della sua incredibile rassomiglianza a John Lennon. Un video altamente sperimentale che, se recuperato potrebbe essere interessante mettere on line per non dimenticare…
 Con i primi dell’85 dovemmo lasciare la vecchia scuola che veniva ristrutturata ed adibita ad altro uso. Iniziava la Bongo-Era. Ma questa é un’altra storia.

 

Big Camillino

700bigcamillino1Dicembre 1983: Alter Alter, testata all’avanguardia prodotta dalla medesima redazione di Linus, pubblica il primo fumetto di Phil Anka-Grassilli: “Belushi Day“. In esso, Ted, Bob e Phil (aveva iniziato a disegnarlo quando Ronnie e Paul non erano ancora entrati nella band), vengono guidati da Brian Feboconti nell’organizzazione di un concerto per il loro beniamino, scomparso l’anno precedente. In questa storia fa la sua comparsa Big Camillino, destinato a recitare la parte di acerrimo nemico nella sagaterital.
E’ un enorme biscotto gelato, nato da un incidente nucleare al reattore della fabbrica di gelati “Eldorado” che si mette a capo di una setta di esteti intolleranti denominata “Molofkentair“. Big Camillino avversa particolarmente i Mistoterital in quanto simboli viventi e suonanti della mancanza di sobrietà e di aderenza ad uno stile preciso. Inoltri pare che le esibizioni dei nostri gli causino uno smottamento della sostanza di cui é fatto: suda leprotti di gelato ed é una cosa che non può tollerare.
In quanto perfetta nemesi di LMT, conduce anche segretamente esperimenti per trovare il modo di eliminare qualunque misto-creatura, col solo risultato, fino ad oggi, di generarne di nuove.

Il terribile BIG é citato in una canzone dei Mistos’: Se Son Storie di 20 Anni Fa,  versione originale (demo 1984),
In un inciso recitato:
Big Camillino e’stato visto in indocina
Dentro a un piretro di pininfarina
Quattro carciofi colorati all’anilina
Lugo in Brasile apparira’ questa mattina

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In realtà il Gelato Cattivo era apparso già un paio di anni prima in un “testo” che poteva diventare canzone, ma per fortuna non lo divenne:

ROCCHE INTORNO ALLE NOCCHE

Uanciùfrì
ho le nocche
Frìfor fai
con le unghie cantài
Faisiseve
Camillino non la beve
tira il Camay ay ay ay
Colibrì
senza ti
il tartufo
non è un mi
e finisce così
la valigia di nettuno


Serata delle onorificenze, prima festa di compleanno di LMT, dicembre 1984:

“Per le sue non comuni capacita’ imprenditoriali. per lo schermo con cui protegge la band da Big Camillino e pericoli similari. Per la sua sicura presenza nei momenti di bisogno”.

Onorificenza di OSCURA EMINENZA GRIGIA DELL’ORDINE DEI BRAVI SARTI

 a  Brian Feboconti


da “Zero in Condotta”, Bologna 2002: ´intervista di Enzo Baruffaldi e Sergio Palladini a Phil Anka

“Poi io ho disegnato un fumetto, pubblicato da Alter Alter, in cui c’erano i tre Lino e i Mistoterital originari che volevano celebrare il ‘Belushi Day’, perché Belushi era morto da poco. Il batterista era un facocero, animale portafortuna della band.”
Era quella storia in cui i cattivi erano dei cremini, dei mottarelli, insomma dei gelati…
“I nemici storici dei Mistoterital! [ride] Il capo si chiamava Big Camillino. Adesso mi fai tornare in mente queste operazioni criminali… Big Camillino era il risultato di un incidente nucleare in una fabbrica di gelati. Era un esteta totale e odiava Lino e i Mistoterital per la loro completa inesteticità, per la loro incapacità di essere coerenti con stili, gusti, modi di vestire, eccetera. Invece questo Big Camillino pretendeva di essere un neo-preraffaelita, cose così, e odiava Lino e i Mistoterital. Era una cosa proprio da fumetti. Fatto sta che Big Camillino cercava di boicottare il ‘Belushi Day’, facendo non so bene cosa, una roba sulla ‘pressione giorgiosferica’ della città…”

Nullatenente

Non so guidare / Comunque ho la patente
Non so mangiare  / Comunque non ho un dente
Non faccio sport  / Comunque so mangiare
Non esco mai  / Comunque so guidare

Rit. Ma in verità, non faccio proprio niente
Ma in verità, io son nullatenente
Non esco mai con gli scarponi
sono il re dei fannulloni

Non so vestirmi / Parlare non riesco
Rido col Girmi  / in un giron dantesco
Non so l’amore  / Comunque ci ho tre figli
Non ho sudore  / Comunque curo i tigli Rit.

Rit. Ma in verità, non faccio proprio niente
Ma in verità, io son nullatenente
Non esco mai con gli scarponi
sono il re dei fannulloni

Ho sempre sonno / Non vado a lavorare
Mi piace il tonno / Non so se so remare
Sono un poltrone / Ed anche un indolente
Ho il fiatone / Sono un nullatenente

(eh – ah – uh, la colla…)

Inedita; presente sul demo “Sbagliandosi in para“, LMT/Carbone Records, nov. 1984. Voci: Ted e Phil. Musica: Bob e Ted. Testo: Ted e Phil.
Ted e Phil si alternano nella “botta e risposta” di questa canzone, variando voce e intonazione in modo farsesco. Nella penultima strofa, Nylon recitava le sue parti facendo, in sequenza, voci come brutte imitazioni di  Gassmann, Tortora, Bongiorno.
Il finalino de”La colla del Terrone”, specie di tormentone reggae utile per salutare gli amici in visita alle prove (il misero testo si risolve in una cantilena che fa “EH, AH, UH, / LA COLLA DEL TERRU’ – IH, AH, INO / LA COLLA DI PAUL SYNO, e così via fino ad aver citato tutti i presenti) viene “incollata” ala fine del brano e usata nei primi live per presentare i musici sul palco.

il primo dice parole di animali, il terzo ne conviene