The Box Studio, Bolzano: Phil e Ted raggiungono gli altri della band per registrare il cantato delle nuove LMT-canzoni. Produzione e soundingeneerismo a cura di Rino Cavalli e Francesco Mattuzzi.
Due estremi che si sfiorano, letteralmente: una istruita piastra, o “rack” o come le chiamavate voi le piccole torri fatte di apparecchi per ascoltare, registrare, duplicare musica e una originale audiocassetta del 1984 recante in se stessa il primo demotape di LMT: “Sbagliandosi in para“. La siensa ci informa che materie tipo il polistirene impiega circa un millennio per degradarsi e scomparire; le cassette smarze messe in giro dai Mistoterital rischiano di permanere molto di più. Colpa e vituperio.
“NON SCARMI IL TUO”: FINALMENTE LA COMPILATION UFFICIALE DI LMT SU SPOTIFY! E’ una carrellata di successi mancati per un soffio, di riff inconsulti e di testi non solo “sopra” ma “oltre” le righe, sfoggiati con orgoglio genuinamente rock da parte di chi ha ostentato da sempre un’ignoranza gravida di creatività. Ed ecco il link per recarvi su Spotifazzi! Buon ascolto! Buon Natarso! Avanti? https://open.spotify.com/intl-it/album/6BGNLeddqpPMTsC0uXKXGB?si=ARsncdUnTHCLlcPAdGJ3Fw
Per l’esibizione iper-bolognese del 6/10/24 dei Mistoterital torna in scaletta “Sono Peso Sono Obeso”, una delle prime canzonelle ad aver preso forma durante le prove scalmanate della primavera ’84. Scritta tutta da Ted con escoriazioni degli altri, dice suo malgrado molto di quel momento da studenti damsiani, fra il Caffé del Teatro, mode giovanili di ordinanza e il bisogno di apparire. La canzone viene registrata come primo brano del primo demo di LMT (https://linoeimistoterital.co/…/11/sbagliandosi-in-para/) e resta a lungo nelle scalette live del gruppo. Il “parlato” al centro della canzone, un elenco di fumettisti e di docenti Dams alle cui lezioni andavano Bob, Phil e Ted era seguito da un jingle pubblicitario di quei tempi (1983): “Ragno/con la pura lana/fa tutto quello/fa tutto quello che vuole/anzi/per meglio dire/fa tutto quello/fa tutto quello che vuoi tu…” Appassionati del ribuglio immotivato, i nostri lo inserivano così com’era nelle loro prime gig. Poi qualche timore, forse che la azienda di indumenti intimi li perseguisse (!!?) li spinse a modificare il testo in quello che leggete qui accanto. Ci vediamo tutti pesi e invasati il 6 ottobre in Piazza Lucio dalla a Bologna!
LINO E MISTOTERITAL ALTRI NANI (DIVA) Non hanno tenuto fede al titolo del loro primo album Bravi, Ma Basta del 1988 e così la band tessile per eccellenza ha pervicacemente deciso di presentarsi al secondo appuntamento, con lo stesso spirito e con una line-up leggermente cambiata (al batterista Paul Syno è subentrato Steve Cotton, una fibra pura, come si vede). Phil Anka e compagni sembrano aver preso ancor più le distanze dal genere demenziale tout-court, e le loro canzoni si tengono in equilibrio tra annotazioni surrealiste, giochi di parole, iperrealismo, nonsense, filastrocche e persino lirismo (ebbene, sì!). Questo a livello di testi: musicalmente invece abbondano come da copione le citazioni beat (inglese e italiano), sempre risolte molto felicemente e mai pedantemente, con un riuscito omaggio al r&b anni ’60 in Lei Sa Quello Che Vuole, e con un suono generale che comincia ad acquistare una personalità definita, al di là dunque del citazionismo.
Sbarbe Della Bassa è un inno a certe opulente creature padane, aliene dal devastante consumismo urbano e dalle mode a tutti i costi, un po’ sciatte ma molto succose; Se Son Di 30 Anni Fa è un delicato e partecipato (ecco il lirismo) omaggio a John Lennon con titoli di canzoni dei Beatles nel testo e nastri al contrario come d’obbligo; La Nostra Faccia Dura è un tipico pezzo di beat italiano con tanto di riff vocale a più voci;
Tienti Le Tue Trote è un metodo per imparare a scrivere canzoni nonsense. Confesso che mi aspettavo di più da Tostapanino Valzer, una incursione nelle deprecabili canzoni germaniche tipo Oktoberfest, mentre invece amo molto, e più di tutte, Balordo, dal ritmo trascinante e con i suoi ineccepibili consigli su cosa, come e quando bere. Le chitarre sono belle, suonate con gusto e danno il senso di essere negli anni ’80 e non solo in una replicante scena sixties, e di questo diamo atto a Bob Rodiatoce e a Lauro O’Cardigan che con Ronnie Shetland al basso e Ted Nylon alle tastiere completano il quintetto. “Siamo i cinque lati di un idrante” cantano Lino e i Mistoterital: come dargli torto?
(Luciano Ceri. – Il Mucchio Selvaggio luglio/agosto 1991)
dentro a un cassetto c’e’ Peter Pan che balla il can can.
accendo la tivù
un documentario sui carlbù
non ne posso più
non ne posso più
a quest’ora del giorno
non danno certo filmetti porno
niente tivù
niente tivù’
le mie scarpe da ginnastica
son di bubble gum
e le mie finestre hanno ormai
i vetri con lo zoom
rit . maledetta domenica
Lucio Battisti diventa dark
ai pantaloni ci toglie le pens
e balla break-dens
maledetta domenica la stanza è piena dl Barbapapà
ma per fortuna domani è qui è lunedì.
Pubblicata sull’LP “Bravi ma basta”, River Nile/Ala Bianca-MO, 1988. Presente sul demo “Il prosciutto è il cane”, LMT/Carbone Records, giu1986. Rimasterizzata e pubblicata sulla raccolta “Dischi per Fiaschi”, Again Records 2018. Voce guida Phil, musica e testi Bob).
LINO E I MISTOTERITAL Fischi per nastri 2017 Fonoarte CD
L’attacco surf di Sono peso sono obeso l’ho sempre considerato un must. Ma un must è senza dubbio tutto questo CD della band bolognese Lino e i Mistoterital, il gruppo tessile per definizione del rock italiano, che proprio in Sono peso sono obeso ha la sua prima traccia. Il rock Italiano per eccellenza è stato quello del vituperati anni ’80, che hanno visto il grande rock In lingua Inglese affondare, annaspare, morire a beneficio di quello sterile pop annacquato e sintetico che tanto piaceva ai mìei coetanei. In Italia no, in Italia facevano capolino band incredibili quali Gang, Truzzi Brothers, Out of Time, Jack Daniels Lovers, Party Kidz, e sì, certo, naturalmente questi Lino e l Mistoterital che, al di là di un’erronea etichettatura come rock demenziale, rivelavano (e Fischi per nastri ne è la conferma) un’attitudine incredibile per una musica che traeva ispirazione dal beat come dalla new wave, ma anche da un certo soul in voga in quegli anni e dal rock più classico.
Il sestetto bolognese, nato quasi per caso nel 1982, prima di giungere ai due vinili ufficiali (Bravi ma basta e Altri nani) aveva spopolato nell’underground grazie a epocali concerti con gli incontenìbili cantanti Ted Nylon e Phil Anka (rigorosamente col nome de plume tessile come tutti gli altri membri della formazione) e grazie anche a tre demo autoprodotti che contenevano tutti gli elementi che avrebbero caratterizzato I due dischi a venire e che circolavano tra I fan durante I concerti.
I demo, registrati tra il 1984 e il 1987 negli studi dell’amico Gianni Fini (che coi soldi guadagnati dopo aver fatto il musicista in tour mondiali di Orietta Berti aveva messo su uno studio nella natia San Pietro in Casale, ove i nostri lo ribattezzarono Go Gianni Go!), sono l’oggetto di questo lungo CD (ventitré brani) pubblicato la scorsa primavera da Fonoarte. Si tratta del cosiddetto tassello mancante, una fotografia di ciò che Lino e i Mistoterital erano nei loro primi cinque anni di attività – prima di finire ospiti alla RAI e prima dei due dischi – con la formazione degli esordi underground che nel primo vinile aveva già visto Steve Cotton Job subentrare alla batteria in sostituzione del dimissionario Paul Syno, presente invece nei tre demo in questione. Gli altri componenti erano i chitarristi Bob Rodiatoce e Lauro O’Cardigan e il bassista Ronnie Shetland.
Qualcuno ha osservato che il problema di Lino e i Mistoterital sia stato il fatto che ascoltando i dischi mancava l’effetto visivo delle pantomime che caratterizzavano i Mistoterital on stage, ma vi assicuro che questo CD è un buon palliativo, delle ventitré canzoni qui incluse, solo una decina sono state riprese sui due vinili originali e quindi l’occasione è più che ghiotta per chi volesse riscoprire un gruppo fondamentale del rock italiano anni ’80, un gruppo che riusciva peraltro a non suonare anni ’80 all’epoca e che non suona per nulla datato oggi.
Nell’universo stralunato delle canzoni di Lino e i Mistoterital convivono liriche di carducciana memoria, personaggi dei fumetti come Blek Macigno e Kit Carson, divi del cinema come John Belushi e John Wayne, programmi televisivi come Il Segno del Comando e Carosello, una geografia in cui la provincia americana più profonda rivive in località della Bassa Padana che rispondono ai nomi di Baricella, Cento, Medicina, Tiramolla. E ancora, musicisti come i Beatles, Paul Weller, Lucio Battisti, prodotti farmaceutici ancora in uso tipo Bronchenolo e Cebion che convivono senza problemi con personaggi storici come Guglielmo Marconi, Santorre di Santarosa.
Certo non mancano quegli elementi che al momento del loro esordio avevano fatto etichettare il gruppo come demenziale, ma soprattutto dall’ascolto di questo disco emerge la contagiosa musica di un gruppo che, all’apice della popolarità, continuava a essere soprattutto un gruppo di amici con una grande passione per la musica e un’ancor maggiore voglia di divertire divertendosi.
Una storia di cebion, Videodipendenza, Beatlemania, Canini, Fotocopiami di baci, Gira al gommista, la cover della klaksonìanaDown in California, Sono peso sono obeso sono solo alcuni dei titoli che erano rimasti orfani di una pubblicazione ufficiale e Fischi per nastri rende loro finalmente l’onore dovuto, ma non sono da meno neppure le prime versioni di John Wayne, Sbarbe della bassa, Sussidiario, I peggiori e Drole de guerre.
La grafica del disco è opera di Roberto Grassilli che era stato responsabile anche di quella dei tre demotape (i cui titoli erano Sbagliandosi in para, Il Prosciutto è il Cane e Max lo smilzo) e dei due vinili.