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“Fischi per Nastri” recensito su LATE FOR THE SKY

LINO E I MISTOTERITAL Fischi per nastri 2017 Fonoarte CD

L’attacco surf di Sono peso sono obeso l’ho sempre considerato un must. Ma un must è senza dubbio tutto questo CD della band bolognese Lino e i Mistoterital, il gruppo tessile per definizione del rock italiano, che proprio in Sono peso sono obeso ha la sua prima traccia. Il rock Italiano per eccellenza è stato quello del vituperati anni ’80, che hanno visto il grande rock In lingua Inglese affondare, annaspare, morire a beneficio di quello sterile pop annacquato e sintetico che tanto piaceva ai mìei coetanei. In Italia no, in Italia facevano capolino band incredibili quali Gang, Truzzi Brothers, Out of Time, Jack Daniels Lovers, Party Kidz, e sì, certo, naturalmente questi Lino e l Mistoterital che, al di là di un’erronea etichettatura come rock demenziale, rivelavano (e Fischi per nastri ne è la conferma) un’attitudine incredibile per una musica che traeva ispirazione dal beat come dalla new wave, ma anche da un certo soul in voga in quegli anni e dal rock più classico.
Il sestetto bolognese, nato quasi per caso nel 1982, prima di giungere ai due vinili ufficiali (Bravi ma basta e Altri nani) aveva spopolato nell’underground grazie a epocali concerti con gli incontenìbili cantanti Ted Nylon e Phil Anka (rigorosamente col nome de plume tessile come tutti gli altri membri della formazione) e grazie anche a tre demo autoprodotti che contenevano tutti gli elementi che avrebbero caratterizzato I due dischi a venire e che circolavano tra I fan durante I concerti.
I demo, registrati tra il 1984 e il 1987 negli studi dell’amico Gianni Fini (che coi soldi guadagnati dopo aver fatto il musicista in tour mondiali di Orietta Berti aveva messo su uno studio nella natia San Pietro in Casale, ove i nostri lo ribattezzarono Go Gianni Go!), sono l’oggetto di questo lungo CD (ventitré brani) pubblicato la scorsa primavera da Fonoarte. Si tratta del cosiddetto tassello mancante, una fotografia di ciò che Lino e i Mistoterital erano nei loro primi cinque anni di attività – prima di finire ospiti alla RAI e prima dei due dischi – con la formazione degli esordi underground che nel primo vinile aveva già visto Steve Cotton Job subentrare alla batteria in sostituzione del dimissionario Paul Syno, presente invece nei tre demo in questione. Gli altri componenti erano i chitarristi Bob Rodiatoce e Lauro O’Cardigan e il bassista Ronnie Shetland.
Qualcuno ha osservato che il problema di Lino e i Mistoterital sia stato il fatto che ascoltando i dischi mancava l’effetto visivo delle pantomime che caratterizzavano i Mistoterital on stage, ma vi assicuro che questo CD è un buon palliativo, delle ventitré canzoni qui incluse, solo una decina sono state riprese sui due vinili originali e quindi l’occasione è più che ghiotta per chi volesse riscoprire un gruppo fondamentale del rock italiano anni ’80, un gruppo che riusciva peraltro a non suonare anni ’80 all’epoca e che non suona per nulla datato oggi.
Nell’universo stralunato delle canzoni di Lino e i Mistoterital convivono liriche di carducciana memoria, personaggi dei fumetti come Blek Macigno e Kit Carson, divi del cinema come John Belushi e John Wayne, programmi televisivi come Il Segno del Comando e Carosello, una geografia in cui la provincia americana più profonda rivive in località della Bassa Padana che rispondono ai nomi di Baricella, Cento, Medicina, Tiramolla. E ancora, musicisti come i Beatles, Paul Weller, Lucio Battisti, prodotti farmaceutici ancora in uso tipo Bronchenolo e Cebion che convivono senza problemi con personaggi storici come Guglielmo Marconi, Santorre di Santarosa.
Certo non mancano quegli elementi che al momento del loro esordio avevano fatto etichettare il gruppo come demenziale, ma soprattutto dall’ascolto di questo disco emerge la contagiosa musica di un gruppo che, all’apice della popolarità, continuava a essere soprattutto un gruppo di amici con una grande passione per la musica e un’ancor maggiore voglia di divertire divertendosi.
Una storia di cebion, Videodipendenza, Beatlemania, Canini, Fotocopiami di baci, Gira al gommista, la cover della klaksonìana Down in California, Sono peso sono obeso sono solo alcuni dei titoli che erano rimasti orfani di una pubblicazione ufficiale e Fischi per nastri rende loro finalmente l’onore dovuto, ma non sono da meno neppure le prime versioni di John Wayne, Sbarbe della bassa, Sussidiario, I peggiori e Drole de guerre.
La grafica del disco è opera di Roberto Grassilli che era stato responsabile anche di quella dei tre demotape (i cui titoli erano Sbagliandosi in para, Il Prosciutto è il Cane e Max lo smilzo) e dei due vinili.
Gaslight Hackenbush