Archivi categoria: Suole di Palco

Borlotti e Carciofini

È ufficiale: esiste una maniera, uno stile, un modo di performare “alla Mistoterital.
Ne dà conto il signor Manuel Graziani su “Mood – Suoni & Visioni“, recensendo le attività perniciose di una band,  Tony Borlotti e i suoi Flauers, nuovi portabandiera del “beat” all’italiana, quello resuscitato, per intenderci, da filibusti, tipo Gli Avvoltoi di Spirogi, non molti anni fa. Ecco cosa afferma l’incauto Manuel:

Ci vuole del fegato a fare uscire un disco di puro beat italiano, per di piu’ in vinile. Ma Tony Borlotti e i suoi Flauers di fegato ne hanno a pacchi. Così non stupisce che nel 2003 cantino ancora di donne da sogni (Superdonna), fughe dalla routine (Via Da Questa Citta’) e amori impossibili (Questa Sera), lanciandosi persino in una sexy bossa strumentale (Bossa For Tony)e nel ripescaggio di cover dei Ragazzi del Sole (Atto di Forza n.10). Ad una decina di anni dalle ultime grandi neo sixties band italiane (Avvoltoi e Barbieri) questi 5 eroi salernitani ci ridanno dentro facendoci spalancare il sorriso un po’ alla maniera di Lino e i Mistoterital.

6 Dicembre: Come arrivare all’Estragon

piantina

In Auto:

Uscita tangenziale n°7, al terzo semaforo (all’angolo con l’UNIPOL) voltare a sinistra.
Dopo 200 mt. il locale si trova sulla destra.

N.B. – Via Calzoni è un senso unico venendo da via Stalingrado.

In Treno e Autobus:
Prendere la linea n°25 fermata Fiera.
Scendere in Via Stalingrado, quindi, camminate per 100 mt. (verso la periferia) fino a Via Calzoni.

primo anuncio / reunion 2002

non osavi sognare tanto… (nemmeno noi).

DI NUOVO TANTE SCUSE:

LINO EI MISTOTERITAL IN CONCERTO
1982 -2002

vent’anni dopo la fondazione

data prevista: 12 ottobre 2002, ore 21.30 (da confermare) localitˆ prevista: Sala Centofiori, via Gorki 10 (via Byron), Bologna (da confermare)

Amate Fansine, distinti Fansieri, potete immaginare il gaudio e la trepidazione dell’anziana amministrazione del Fanclb, presieduta dal sottoscritto, nel momento di redigere questo primo annuncio quasi ufficiale. L’improbabile sta per accadere: la vostra Band preferita, gli assurdi Cavalieri della Bassa Bolognese, la Vera Truffa del Rock n’ Roll rivivra’ per una sera ad undici anni di distanza dal concerto d’addio di Baricella (dicembre 1991). Dissepolti gli strumenti e oliate le giunture, Bob, Job, Ronnie, Phil, Ted e Paul Syno si sono rimessi a provare le loro canzoni, dapprima diffidenti e ridanciani, poi maggiormente fiduciosi e ridanciani. Ritrovare il gusto dei vecchi tempi e’ stato un attimo: e’ bastato che Nylon estraesse dalla sua magica borsa “Ciclo della Carta” un’autentico-finto Lello Bersani gonfiabile (pero’ vivo), per mandare quasi a monte il progetto. La tenacia del nuovo manager Gabri Bollini III e del Fancleb trepidante hanno pero’ fatto in modo che le buone intenzioni non andassero disperse, ed e’ su queste basi che oggi possiamo, con ragionevole certezza, darvi l’annuncio della Reunion dei Mistoterital, la prima effettiva dopo piu’ di un decennio (da un punto di vista ufficiale i nostri hanno suonato come LMT al matrimonio di Ted Nylon e ad una serata semi-privata nell’intestino di un ospedale di Cento, piu’ qualche esibizione clandestina con formazioni incomplete e sotto falso nome, ma non sono piu’ tornati su un vero e proprio palcoscenico). Al momento, la formazione che si esibira’ dovrebbe essere la seguente: Bob Rodiatoce e Paul Syno alle chitarre, Ronnie Shetland al basso, Steve Cotton Job alla batteria, Ted Nylon e Phil Anka voci e giogionate. E’ attesa pero’ anche un’apparizione di Lauro O’ Cardigan appositamente di ritorno dall’Inghilterra. Per mantenervi informati sull’evoluzione del progetto e per darvi notizia in tempo reale di tutti gli eventuali cambiamenti, abbiamo resuscitato il sito ufficiale di LMT. Lo trovate digitando http://www.linoeimistoterital.com

Nel frattempo, commossi e ilari, vi salutiamo dandovi appuntamento al prossimo comunicato.

vostro Horace Boccabuona
vicesegretario LMT FANCLEB
Presidente della Lino ei Mistoterital Foundation P.zza Nichelino 3, Clarence City –
WEB – Terra

boccabuona@clarence.com
INFO: fancleb@clarence.com

What’s Up, D. O. C. ?

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Della piccola avventura dei Terital a D.O.C., nel 1988, restano essenzialmente i vhs delle tre canzoni suonate dal vivo nel mitico Studio Uno della Rai. Li stiamo salvando in digitale e affidando alla posterità che frequenta YouTube e la Rete tutta. Esiste poi una manciata di foto a cui i Lini sono molto affezionati: anch’esse sono agli atti, in questo post (vedi sotto). Una cronaca spicciola di quei tre giorni ci viene altresì fornita da Ted Nylon, che la redasse per il numero 9 della fanzine ufficiale della band (The Fanz – giungo 1988).

Nel diario di Ted traspare lo stupore da figli della Tv dei ragazziche approdano per la prima volta in via Teulada.

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Pensando alla tv di oggi, sembra impossibile che il programma di musica live voluto da Arbore per Raidue sia esistito davvero e abbia ospitato miti musicali di tutto il mondo, mescolandoli a band di ciancicati quali i nostri eroi sintetici. Eppure successe davvero e LMT si spintonarono davanti alle telecamere, in diretta, quel 3 e 4 febbraio ’88.

Ma fu la magica cittadella autosufficiente della tivù di stato ad affascinare enormenente i nostri. Macchinisti, portieri, annunciatrici, presentatori, scenografi, stiratrici, parrucchieri… Familiarizzando un po’ con tutti, i rockers della bassa emiliana compresero che in Via Teulada avrebbero potuto restare mangiando, dormendo, rigovernandosi da capo a piedi senza uscire mai (Bob si fece anche accorciare un paio di pantaloni). Sperimentare il doppio turno della mensa Rai, regalare una spilletta a Paolo Ferrari, dare una scoppola a Badaloni assonnato per la conduzione di “Uno Mattina“: queste erano le ambizioni dei Teritals che potevano finalmente essere soddisfatte.

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Fortunatamente il regista Pino Leoni e il procuratore di talenti Ernesto de Pascale ri-ancorarono i sei ridondanti alla realtà delle prove e delle esigenze della diretta. In quel paio di giorni, dovevano spartirsi i palchetti di D.O.C. con Teresa de Sio e i Rockin’ Chairs e sperimentare il talento dei tecnici del suono Rai, vecchi leoni della RCA anni ’60. Abituati a sagre e rassegne il più delle volte arraffazzonate, LMT facevano tanto d’occhi davanti alla velocità delle maestranze di Raidue. Essere trattati da professionisti, sul palco e dietro le quinte: un’ebrezza mai provata.

Naturalmente, sbrigate le incombenze ufficiali delle prove, i Lini non potevano resistere alla curiosità e serpeggiavano per i mitici corridoi. Due piani di sopra registravano le puntate di “Indietro Tutta“; come NON andare a caccia di Mario Marenco o Nino Frassica? Come gestire il fatto che i camerini della band stavano proprio di fronte a quelli delle “Ragazze Coccodè“? Come rianimare Rodiatoce dopo un viaggio in ascensore strizzato assieme a “Miss Sud“? Alcune delle foto che trovate qui in rete testimonaino le incursioni dei nostri: nello studio di Magalli, della Carrà

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L’ora del live si avvicinava e così il ivello di guardia dell’emozione. A rendere tutto più surreale fu la trovata del regista che intimò a Ted Nylon di restare seduto dove si trovava, nello studio e aprì la puntata col suo faccione in primissimo piano, causando vari traumi ad amici e parenti in attesa davanti agli apparecchi televisivi. Il tormentone di Gegè Telesforo che si accaniva sulle guance del povero Ted andò avanti per tutta la trasmissione!

Arrivato il momento di esibirsi, i Teritalsi si lanciavano in una decorosa versione di “John Wayne“. Come dice Ted sulla fanza: “Era la diretta nazionale, ma dopo i primi secondi non ce ne accorgevamo più“. Trascinata dal ritmo frenetico della trasmissione, la band correva a cambiarsi in versione Pepperastri per la “Drole de Guerre” da eseguire in chiusura di puntata.

La turbativa presenza di Ragazze Coccodè e Cacao Meravigliao stava rendendo dolorosa, per i nostri, l’idea di lasciare la dorata cittadella di via Teulada. Il giorno dopo restava solo da esibirsi nel “Sussidiario” e basta. Ancora di più a scimmiare i Lini era l’incredibile capacità delle maestranze Rai di costruire qualunque patacàta fosse venuta in mente agli autori di un programma. Sempre lo straripante Nylon scrive, sulla Fanz: “pensavamo già alla realizzazione di enormi Big Jim in stracchino o costumi da tramezzini istoriati con Paperoga in miniatura. (…)…ma avevamo finito e la sera dovevamo già suonare da un’altra parte…

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Aghi, fili e chitarre, per il “pop trifulgido” dei “Mistoterital”

L’Unità – 30/12/86

Si è conclusa con una danza collettiva del tutto improvvisata, ma rigorosamente a tema, la rassegna di rock demenziale che per cinque settimane consecutive ha allietato il pubblico della Capitale. In barba ai rigori delle sacre festività, anche durante la notte di Santo Stefano, il Uonna è stato trasformato, da semplice discoteca di tendenza, in un’orgia di suoni strampalati e personaggi bislacchi. Per l’occasione, il locale era stato addobbato come un gigantesco albero di Natale, cosicché dagli stessi amplificatori pendevano festoni e palle colorate.
Il ciclo “non sense”, felicemente inaugurato dagli Skiantos, è stato chiuso In bellezza da Lino e I Mlstoterital, eredi diretti di quel patrimonio di ironia e comicità che in Petrolini e Buscaglione riconosce i propri padri storici. Di certo, il rock demenziale rimane, pur nelle sue diverse eccezioni e nelle differenti forme sonore in cui viene espresso, uno dei linguaggi più genuini e tradizionali della nostra cultura musicale. E i Lino e i Mistoterital, autori di un “pop trifulgido” ed amatoriale, sembrano gli attuali portavoce dell’ immaginario stupidista. A tal proposito, utilizzano le evidenti banalità del luoghi comuni, massacrando i buoni sentimenti e le parole chiave del gergo pubblicitario sui tempi del beat e di uno scanzonato rock’n’roll anni 60. Tant’è che il concerto è stato aperto da “Twist and Shout” degli Immortali Isley Brothers, su cui i Mistoterital hanno ricamato rime “goliardiche” e paradossali. Il gruppo, proveniente dalla Bassa Emiliana, nasce nel 1983 ad opera di Phil Anka (voce), Ted Nylon, (voce, varie) e Bob Rodiatoce (chitarra), tre studentI del Dams accomunati dalla passione dei Beatles, del fumetto e dalla “demenzialità”.
AI nucleo originario si sono aggiunti, in fasi successive, Lauro O’ Cardlghan (chitarra solista), Ronnle Shetland (basso) e Paul Syno (batteria). Questo l’organico con cui la delirante formazione di “sarti pentiti” sI è presentata sul palco del Uonna. Uno show frizzante In cui aghi e fili sono stati degnamente sostituiti dal suoni veloci delle chitarre elettriche, dal pulsare trascinante della sessione ritmica e da uno strano intruglio di “tric trac” e melodie “yeah yeah“. Lo sfrenato sestetto più o meno in tenuta floreale, ha alternato I brani tratti dall’ultimo tape, “II prosciutto è Il cane” a quelli a quelli già consolidati del nastro d’esordio (“Sbagliandosi in Para“).
In particolare “Paul Weller è Riccione”, “Sbarbe della Bassa” e “Fotocopiami di Baci” hanno celebrato a dovere il piglio dissacrante del Mistoterital. Tra covers stravaganti (assolutamente deliziose le loro versioni di “Glorla” e “Back In the Ussr” ), streap-tease indecorosi e lancio di vischio, la band è stata rlchiamata più volte e a gran voce dai numerosi presenti. E’ finito tutto con un’inversione generale del ruoli: il pubblico sul palco a cantare ed i Mistoterital sopravvissuti a scatenarsi in danze tribali.
Senza dubbio dopo questa rassegna, a partire dalla prossima settimana, ci mancherà come minimo un venerdì.

Daniela Amenta

25°: BIG CLUB

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Discoteca “The Big” di Cento.
Un concertino “in casa”, in questo scomparso locale super-anni ’70, dopo aver aiutato a metter su l’impianto di amplificazione e aver cenato sotto le ali di Mamma Shetland. Arriva il Fanclèb con Gianni Go che annusa in giro, dice “pubblico da sala da ballo” e fa la faccia storta. Infatti si suona in clima ostile, decurtati dall’organizzazione nella scaletta e nel compenso e si arriva ai classici ferri corti di una “Banbolina Punk” sparata al limite dell’udibilità umana.
Ci si spalleggia con l’altra band della serata, gli Egypt, dall’indole più ritrosa, anche nel momento di riscuotere il magro compenso. Finale di serata liberatorio, con bevuta e cantata al pub “Gipsy”
(dall’ agenda di Anka, 27/12/1985)