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I nomi più belli

L'ultima Thule

Un post faceto, per puro cazzeggio, una volta ogni tanto ci può stare, no? Buon divertimento, o almeno spero.

Si dice che in linea di massima le band italiane di oggi, così come tanti cantautori che amano nascondersi dietro un’identità “da gruppo”, fatichino a inventare nomi decenti e ne adottino dunque di merda – e di merdissima – perché quelli buoni sono già tutti impegnati. Non è però andata sempre in questo modo, no: ci sono stati momenti in cui l’italica creatività partoriva sigle sociali irresistibili, soprattutto nell’ambito del rock demenziale e del punk. Eccovi cinque illuminanti esempi. Avrei voluto inserire anche i Peter Punk, ma quantomeno in certi ambiti sono parecchio conosciuti e sarebbe stato banale.

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Il Pesce Klooso

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Il Pesce Klooso sta nel manifesto di LMT in quanto portatore della chiave del tafanario dove la band tiene gli abbozzi, i manoscritti delle canzoni e tutte le carte delle merendine mangiate durante le trasferte per concerti. Il Klooso capisce quando non é aria (infatti é acqua) e si allontana per evitare che i Teritals, assaliti da pudore e vergogna, prendano la loro intera produzione musicale e la diano in pasto ai pesci (altri, più grossi).
Il Klooso é originario dei fiumi della Cirenaica, ma i cambiamenti climatici del pianeta, di cui lui ha letto su Wikipescia, lo hanno convinto ad anticipare i colleghi (perché poi in Autokrill terminano quei buoni panini al salnitro).
Narra l’aneddotica teritalsa di innumerevoli occasioni in cui i nostri rockerz preferiti, nella fretta di rimettere mano ai canovacci delle song, si siano sbagliati e abbiano preso in realtà le cartacce delle merendine, eseguendo e pubblicando queste ultime nei loro album.
Ma tanto era uguale.

La Rattona Cosmica

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Eugenia De Recamiér é una delle trentadue ultracreature eterne, comprata da Dio nel Pet Shop di Pierre “Big Bang” Tavanardi sessantadue eoni fa, per il compleanno di una figlia di sua sorella. Eugenia é vissuta a lungo, lunghissimo in una gabbietta intra-universi, accudita con amore dalla giovane dea che in seguito, conseguita la maturità, prima di andarsene al college, ha deciso di lasciarla libera nelle galassie naturali che si estendono dopo Beetlejeuse, ad ovest di Pieve di Cento.
La Rattona ebbe non pochi problemi ad adattarsi all’ambiente selvaggio: viaggiò e viaggiò, si rifugiò su una cometa, imparò la curvatura del tempo, la teoria delle stringhe e ad impiattare i contorni di pesce; assistette alla nascita di varie supernove e persino alla morte del superotto, in quanto pellicola superata dai nuovi supporti magnetici vhs.
Arrivata nella Via Lattea, sentì per la prima volta un languore e adocchiò un bocconcino azzurro e verde sospeso nello spazio fra una pietra rossa e una biglia incandescente. Spalancò la bocca per divorarlo.
Ed é esattamente quel che sta facendo da diversi milioni di anni. Perché sapete, il “tempo”, per un’ultracreatura e per noi, é molto diverso. Quel che serve ad essa per aprire le mandibole e richiuderle sul nostro pianeta, per il genere umano é l’intera esistenza del Sistema Solare fino ad oggi.
Lino e i Mistoterital, gli unici a conoscere questa verità in quanto edotti da un tris-nipote di Eugenia, tale Papenave, decisero di raffigurarla sul loro manifesto, per celebrarne il mito e per ammonire tutta l’Umanità che la Fine (molto relativamente) sta arrivando.

RINACERATA

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(un’altra creatura dal manifesto di LMT del 1988)

La dolce Rina ha una storia dolorosa. ce l’ha dentro un quaderno a righe di seconda, scritta coi Giotto Fibra. Per il resto sta bene.
È nata da uno degli assurdi esperimenti di Big Camillino, (https://linoeimistoterital.co/1983/12/12/big-camillino/ ) il pazzo, cattivissimo gelato-biscotto (vedi) che vuole lo sterminio di tutte le Misto-creature. Rina doveva diventare una spietata killer in grado di incenerire gli avversari, quel che abbiamo invece é una morbida perissodattile-tostapane, che ama guardare Cartoon Network con le amiche e quando vuoi ti serve dei buonissimi farciti allo zibibbo.
La copertura esterna di Rinacerata é di autentico Makintosh scozzese, in origine in tinta unita. Divenne a fiori improvvisamente dopo che Rina andò a vedere Yellow Submarine nel cinema parrocchiale Tiberio, a Rimini.
#disegniGrassilli #LMT #posterArt#linoeimistoterital #rhino #toaster

 

Di quella volta che ho disegnato una pecora vestita per dire “grazie” a Bruno Bozzetto.

marianna balducci

Chi sia Bruno Bozzetto mica ve lo devo venire a raccontare io… I suoi personaggi sono un punto di riferimento per lo humor disegnato italiano (e non solo); a lui e al lavoro del suo studio (frequentato negli anni da tanti professionisti dell’animazione) si devono contributi che hanno reso iconici spot e campagne pubblicitarie e poi ci sono i corti, i lungometraggi (il suo “West and Soda” ha di recente festeggiato un compleanno importante), le prime animazioni in flash e in 3D. Chiamarlo “maestro” non si può perché ho scoperto che si arrabbia tantissimo, ma di certo molto ha insegnato a parecchi. In ogni modo, se ancora non siete abbastanza preparati, in attesa di gettarvi sul suo sito, pagina Facebook, pagina Wikipedia e via dicendo, vi lascio un promemoria che vi sintetizzi la sua biografia, disegnato di suo pugno e incluso nella raccolta di dvd di molti dei…

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Odilio & Knapp

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Sul vecchio manifesto di Lino e i Mistoterital, Odilio & Knapp sono raffigurati insieme, perché insieme restano scolpiti nei più bei ricordi dei nostri amati Palombari dell’Inconscio Musicale.

La band, per un certo periodo, favoleggiò su come doveva essere la grande tournée mondiale con la quale, anzianissimi, avrebbero salutato le scene (partendo dalle quinte e risalendo, via via, fino alle prime. Gli arredi teatrali sono suscettibili e ci tengono a saluti gerarchicamente corretti).

Prima di tutto ci sarebbe stato un enorme tendone da circo, pieno di pataccari, artisti funambolici e, ovviamente, animali mai visti prima dalla brava gente.

Odilio Spadacena era il tacchino da riporto-orologi di Bob Rodiatoce, ai tempi in cui ricopriva la carica di Gran Puntualino della Band. Bob lanciava un appuntamento e Odilio, puntualmente, glielo riportava. Vista la sua abilità organizzativa, i Teritals gli affidarono la gravosa opera di scovare, con grande anticipo, le bestie adatte a quella loro tournée. La prima che il volatile ingaggiò fu proprio Knapp, piccolo Formichiere di Tolosa che ballava sfrenato davanti ai passanti, nella bella cittadina ligure. Divennero una coppia anche nella vita, mentre Odilio preparava con lenta cura il cast zoologico.

Finché, un brutto giorno, il tacchino scoprì la vera ragione per cui LMT volevano questa magniloquente messa in scena: era solo per aver l’occasione, una volta alla settimana, di dare serata libera agli animali e mettere fuori il cartello “Stasera normali Cani”. I Nostri pensavano prima di tutto che fosse un bellissimo titolo, oltre che una cazzata in grado di celebrare definitivamente la ridondanza e l’insensatezza della Band Tessile.

La delusione per Odilio & Knapp fu così cocente che si dimisero, si autosospesero, si retrocessero e abbassarono il loro livello di trasparenza fino al 20% . Da allora stanno lì, sul manifesto, fissati in un gesto che assieme significa amicizia e balcanizzazione (e Liberace, ovviamente).