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Primo e unico vero manager di Lino E i Mistoterital

Per quel che ne so, è ancora lui il Cane

Attenzione: il presente post è per la minoranza di lingua terital, un exclave con una strana storia di autopersecuzione che dura da circa 25 anni. A coloro che nutrono giustissimi pregiudizi nei confronti di Lino e i Mistoterital si consiglia di non leggere qui sotto, o di leggere solo la terva vocale di ogni parola. Grazie a Macchianera per la sensibilità dimostrata verso il dialogo fra culture così differenti.

Il Prosciutto è il Cane: anniversario 1986-2006

Care Fansine e stimati Fansieri,
fra aprile e maggio di venti anni fa, Lino e i Mistoterital davano alle stampe la loro cassettina più diffusa e nota al piccolo pubblico: “Il Prosciutto è il Cane“. Le stampe non seppero che farsene e lo passarono alle pitture a olio, ma questa è un’altra storia.
Sapete di certo che il nostro sito-archivio-tributo-ridondante già da svariati mesi celebra il ricordo del discusso demo-tape e che alcuni brani presenti sul nastro sono stati recuperati in mp3 e resi disponibili nel Songobucco.
Ma ora si va oltre! Domenica prossima OttoOttobre sintonizzatevi, col vostro computer, sul canale 1 di Radionation la web-radio nata proprio qui su Macchianera. Domenica, dicevo, verso le 15,30, una quota minima di Tre Mistoterital Tre porterà scandalo anche su questo inedito mezzo di comunicazione. Una chitarra, nessuna illusione, qualche canzoncina, souvenires fatti di cicoria. Mentre saranno “in onda”, potrete anche comunicare con Paul, Ted e Phil tramite la chat o i messenger (icq: Phil Anka 33325395 – MSN: grassilli@hotmail.com – Skype: robertograssilli).
Facciamolo, questo passo nello stracchino. Per i fans della ridondanza sarà piccolo, ma è un grande passo per George Descrières della Comediì Franzees.

Vi aspettiamo domenica pomeriggio, dai, sparate col Molgorino! Fateci compagnia!

ps: la chat IRC utilizzata è quella su orion.azzurra.com – canale: #radionation
il canale streaming Radionation1 è: http://www.radionation.it:8080/

Ieneserene

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Sarebbe facile liquidare le IeneSerene come una versione al femminile di Elio e le Storie Tese, cui hanno già fatto da spalla in concerto. Forse però ricordano di più Lino e i Mistoterital, formazione di culto dell’area bolognese degli anni Ottanta, dedita a un demenziale più sofisticato e meno scatologico. Chi le ha viste in azione dal vivo descrive uno spettacolo in cui le canzoni si mescolano a gag visive e sonore; su cd, le IeneSerene sembrano avere una marcia in più, rispetto ai canoni del genere demenziate, in un gusto per la melodia strascicata che ad alcuni potrà evocare Vinicio Capossela (il tango tamarro di Tramonti Pugliesi) e un estro ritmico vagamente esotico alla Sergio Caputo dei tempi migliori (lo ska di Bombo, con un cameo del comico Gianni Fantoni). Zingaro ti sgombero, Baci di Giuda e soprattutto Espianti eleganti divertono con la loro ironia e cattiveria, che non cede mai alla tentazione della facile goliardia. “Mi attizza tanto il marchio/ma ch’ho un marito tirchio/che sfiga esser carente di un poco di contante/che almeno ti consente d’avere qualche griffe/Tra dubbi son divisa quando l’idea improvvisa/ lenisce le mie pene/oggi mi vendo un rene/mi venderò un polmone per prendermi un visone/questo cappotto é vecchio mi venderò un orecchio/ ma c’é un inconveniente/ sotto il vestito niente”. 

http://www.musicclub.eu/musicpedia/65571/ieneserene-ieneserene

DAVIDE SAPIENZA (Ben Tornato)

A una convention di fanzinari, riuniti a Firenze da quell’incosciente diGiancarlo Passarella (il Tommy Fanzinato a cui diversi undergrounders del rock italico devono un grazie), l’Omone che-non-é-più-un Omone collide con NylonShetland e Anka, parlando casualmente (?) di Ollio e Stanlio. È come digitare una password: i rispettivi, deliranti database si aprono uno all’altro, la vicenda Lino e i Mistoterital si connette con quella personale di fire3Davide Sapienza creando una tempesta magnetica di ridondanze, i cui effetti verranno patiti lungo quasi tutto il decennio degli Ottanta. In quella fase, Davide si presenta come un emissario segreto dell’Isola di Smeraldo.
È un adepto e la sua devozione é naturalmente gratuita: Irlanda e U2 sono ancora lungi dal diventare di moda; lui, come noi, segue le tracce pulsanti di qualcosa in grado di scaldarci il cuore. Veniamo da anni freddi, piombati, disillusi, ma abbiamo una disponibilità da ventenni, un bonus di generosità da spendere senza tanti calcoli. Siamo disposti a credere anche al Live Aid di Bob Geldof.
Davide vuole subito molto bene ai Mistoterital e loro ricambiano, come é nella loro natura, eccedendo. Non molto tempo dopo, il bravo monzese si trova a fare cori beatlesiani sotto la pioggia, sulla Torre degli Asinelli, a Bologna.
Nel 2004 Ben Tornato, grazie alla profonda aderenza del fenomeno U2 e dintorni, dà il via a “Fire“, pubblicazione difficile da definire, incrocio di esperienze, talenti, desideri. Ci scrivono sopra e ci disegnano anche iMistoterital (Il Sapienza chiede ad Anka qualche disegnetto in tema rockettaro, e di buttare giù riflessioni sulla “vita da rocker” che cavalcavano in giro, fra Feste dell’Unità e clubbini alternativi). Fire arrivava per posta: si apriva la busta e si inalava la purezza del prodotto. i volti sobri degli artisti ammirati e rispettati nel “giro” LMT, l’effetto quadernino, liscio, sotto le dita. L’urgenza di comunicare con chi pregustava l’arrivo dell’albo irradiava in pochi istanti quel piacere volatile di sentirsi un privilegiato. Uno che condivide, uno che sa. Le pagine di Fire sono state fra le prime ad accorgersi di Lino e i Mistoterital, della loro disarticolata voglia di esporsi. A ben vedere, questo potrebbe essere perseguibile: credo esistano un paio di codicilli civili sul vilipendio alle casse armoniche dello Stato. Però fu vero amore. Davide parlava con entusiasmo di noi, che a nostra volta propagandavamo Fire in ogni consesso. Questo giornale indipendente ha accompagnato i grandi spostamenti emotivi di molti fra coloro che condividevano un modi di sentire di quegli anni. Credo che Davidethe founder, abbia tessuto il prezioso fascicoletto attorno alle sue/nostre domande, alla sua/nostra fame di verità. Poi, quando il bozzolo si stava solidificando troppo, lo ha esploso e ne è uscito da persona nuova, continuando ad evolversi altrove, in uno spazio 3D di aria e monti e sulle pagine libere dei suoi libri.

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Borlotti e Carciofini

È ufficiale: esiste una maniera, uno stile, un modo di performare “alla Mistoterital.
Ne dà conto il signor Manuel Graziani su “Mood – Suoni & Visioni“, recensendo le attività perniciose di una band,  Tony Borlotti e i suoi Flauers, nuovi portabandiera del “beat” all’italiana, quello resuscitato, per intenderci, da filibusti, tipo Gli Avvoltoi di Spirogi, non molti anni fa. Ecco cosa afferma l’incauto Manuel:

Ci vuole del fegato a fare uscire un disco di puro beat italiano, per di piu’ in vinile. Ma Tony Borlotti e i suoi Flauers di fegato ne hanno a pacchi. Così non stupisce che nel 2003 cantino ancora di donne da sogni (Superdonna), fughe dalla routine (Via Da Questa Citta’) e amori impossibili (Questa Sera), lanciandosi persino in una sexy bossa strumentale (Bossa For Tony)e nel ripescaggio di cover dei Ragazzi del Sole (Atto di Forza n.10). Ad una decina di anni dalle ultime grandi neo sixties band italiane (Avvoltoi e Barbieri) questi 5 eroi salernitani ci ridanno dentro facendoci spalancare il sorriso un po’ alla maniera di Lino e i Mistoterital.

Martino e i padovani.

Due mesi fa il Fansiere Papino mise su un post che citava e omaggiava una delle canzoni più (miserabili) amate di LMT. Trattavasi di un vero e proprio onomastico, quindi avremmo dovuto linkarlo immediatamente qui nell’ufficialità più bizantina, ma avvenne che un Tupolev di Dover (il buon formaggio da spalmare). Così ci passò di mente e cannammo l’occasione di unirci alla famigliola padovana per tali, tanti, sentiti auguri al nostro tostapane nazionale. Ripariamo con questa citazione ritardata e vi rimandiamo a quel post delle scorso novembre, che ci rende edotti di quanto segue:
a) – Pippo Sequioia è un anacarde.
b) – Esistono persone più sfasate dei Mistoterital, dei parenti dei Mistoterital, dello stretto entourage dei Mistoterital, dei fans storici dei Mistoterital: i fansi postdatati dei Mistoterital. Ovvero le persone che li hanno scoperti dopo, addirittura i bambini che nemmeno erano ancora stati prodotti ai tempi dei live-act della band.
c) – I fansi del “Tostapanino Valzer” sono ovunque, anche in dignitose capitali straniere.
d) – Non solo il “Tostapanino Valzer” è oggetto di cover da parte di altre band, ma ne esistono anche le prove. Sempre grazie al papipost di cui sopra, scopriamo che i le prove“>BWP dell’Isola d’Elba l’hanno inclusa in una loro antologia del 2001. Ora abbiamo provato ad ordinarne il cd, vi sapremo dire.
e) – Pippo Sequando ha smesso di essere mio padre e ora connette gallette di nutria.

Sei (ri)diventata nera, nera, nera…

Illinois_Nazis-thumbPer soli dieci voti, nelle recenti amministrative,
il governo di Bolzano e’ passato alla destra
sms da Phil a Bob: dunque ha vinto il camerata Garbace? Dovete impazzire!
sms da Bob a Phil: io sono entusiasta, la dx non può governare e la ex giunta di centrosx se ne va fuori dalle palle!
sms da Phil a Bob: alta reversibilità! Hai già  la maschera da trota sulla nuca?
sms da Bob a Phil: quella la tengo per quando si tornerà  a votare (quindi fra poco)!
sms da Phil a Bob: Posso mettere questo nostro dialogo sull’LMT Blog?
sms da Bob a Phil: Mais oui!
sms da Phil a Bob: Bene allora, acqua brillante avvuje!
sms da Bob a Phil: E Woddick a te!

 

Mancano “Le Cinciallegre del Costato Vivo”

L’amico Sergio del blog “D’Altro Canto“, ha compilato un elenco di quel bel branco di faccioni che vent’anni fa si sbattevano in giro per i palcoscenici più rock dello Stivale.

E’ un bel post sul Rock Italiano Indipendente degli anni ’80, e vista la roba che il nostro amico si ascoltava, mi meraviglio che sia ancora così in possesso delle sue facoltà sensoriali.
Dategli un’occhiata: a me pare proprio che ci siano tutti, tutti, tutti, o quasi. Su ognuna di quelle band si potrebbe tirare fuori un ricordo o un aneddoto o una delle battutacce che, dal vivo, facevamo ai loro danni.
E nella trentina di disordinati che decide di ricordare tramite un album, fra i “migliori degli anni ’80” mette anche Bravi Ma Basta.
Grazie Sergio e, mi raccomando, vergognati.