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“Fire”: recensione concerto sulle 2 torri

LINO EI MISTOTERITAL
Torre Degli Asinelli, Bologna (4/6/88)
di Davide Sapienza

Come i Beatles vent’anni fa (sui tetti degli Abbey Road Studios) e gli U2 un anno fa (A Los Angeles, ricordate?), Lino EI Mistoterital!!!“.

600_arrockati88_1Cosi sotto una pioggia tutta anglosassone è iniziato il bizzarro concerto sul tetto della suddetta torre bolognese. E come si è aperto, con una versione sanguigna di “I Will Follow” affidata all’estero fantasioso di Lauro O’Cardighan, solista della band, seguita da un’obbligatoria “One After 909” dei Beatles, gli astanti (o meglio i passanti) hanno alzato il naso verso l’alto, accorgendosi che quel sabato non sarebbe stato un sabato qualsiasi.
La caratteristica fondamentale dell’estemporanea apparizione è stata proprio questa, arrivare a molta gente che dei LMT non sapeva nulla. Il concerto è stato breve ma intenso: rock’n’roIl diretto, senza esitazioni, che è passato da un’esaltante cover ad un’altra culminando in un’ottima “Don’t Let Me Down” dei Beatles assieme ai bravi Allison Run, attraverso “It’s Only Rock’n’Roll” degli Stones e con il notevole supporto dei propri, ormai classici, “Sussidiario“, “John Wayne“, “Cacca Cacca“, “I Peggiori“.


Ancora una volta il sestetto bolognese, che di recente ha acquisito un nuovo batterista, Steve Cotton Job (di notevole qualità), si è dimostrato all’altezza delle proprie aspirazioni suonando, conscio della particolarità dello spettacolo offerto e allo stesso tempo scanzonato e disteso al punto giusto, per proporre la musica più amata e dalla quale hanno preso origine i gagliardi propositi dei Mistoterital.

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Non manca molto ormai per arrivare ad uno standard espressivo che farà dei LMT una realtà che anche i “seriosi intellettuali” della carta saranno costretti ad affrontare, senza probabilmente averne gli strumenti.
Bravi Ma Ancora!

FIRE, nr.17 agosto-settembre 1988
Vimercato da robgrassilli – 29 Luglio 1988


 
 

 

DAVIDE SAPIENZA (Ben Tornato)

A una convention di fanzinari, riuniti a Firenze da quell’incosciente diGiancarlo Passarella (il Tommy Fanzinato a cui diversi undergrounders del rock italico devono un grazie), l’Omone che-non-é-più-un Omone collide con NylonShetland e Anka, parlando casualmente (?) di Ollio e Stanlio. È come digitare una password: i rispettivi, deliranti database si aprono uno all’altro, la vicenda Lino e i Mistoterital si connette con quella personale di fire3Davide Sapienza creando una tempesta magnetica di ridondanze, i cui effetti verranno patiti lungo quasi tutto il decennio degli Ottanta. In quella fase, Davide si presenta come un emissario segreto dell’Isola di Smeraldo.
È un adepto e la sua devozione é naturalmente gratuita: Irlanda e U2 sono ancora lungi dal diventare di moda; lui, come noi, segue le tracce pulsanti di qualcosa in grado di scaldarci il cuore. Veniamo da anni freddi, piombati, disillusi, ma abbiamo una disponibilità da ventenni, un bonus di generosità da spendere senza tanti calcoli. Siamo disposti a credere anche al Live Aid di Bob Geldof.
Davide vuole subito molto bene ai Mistoterital e loro ricambiano, come é nella loro natura, eccedendo. Non molto tempo dopo, il bravo monzese si trova a fare cori beatlesiani sotto la pioggia, sulla Torre degli Asinelli, a Bologna.
Nel 2004 Ben Tornato, grazie alla profonda aderenza del fenomeno U2 e dintorni, dà il via a “Fire“, pubblicazione difficile da definire, incrocio di esperienze, talenti, desideri. Ci scrivono sopra e ci disegnano anche iMistoterital (Il Sapienza chiede ad Anka qualche disegnetto in tema rockettaro, e di buttare giù riflessioni sulla “vita da rocker” che cavalcavano in giro, fra Feste dell’Unità e clubbini alternativi). Fire arrivava per posta: si apriva la busta e si inalava la purezza del prodotto. i volti sobri degli artisti ammirati e rispettati nel “giro” LMT, l’effetto quadernino, liscio, sotto le dita. L’urgenza di comunicare con chi pregustava l’arrivo dell’albo irradiava in pochi istanti quel piacere volatile di sentirsi un privilegiato. Uno che condivide, uno che sa. Le pagine di Fire sono state fra le prime ad accorgersi di Lino e i Mistoterital, della loro disarticolata voglia di esporsi. A ben vedere, questo potrebbe essere perseguibile: credo esistano un paio di codicilli civili sul vilipendio alle casse armoniche dello Stato. Però fu vero amore. Davide parlava con entusiasmo di noi, che a nostra volta propagandavamo Fire in ogni consesso. Questo giornale indipendente ha accompagnato i grandi spostamenti emotivi di molti fra coloro che condividevano un modi di sentire di quegli anni. Credo che Davidethe founder, abbia tessuto il prezioso fascicoletto attorno alle sue/nostre domande, alla sua/nostra fame di verità. Poi, quando il bozzolo si stava solidificando troppo, lo ha esploso e ne è uscito da persona nuova, continuando ad evolversi altrove, in uno spazio 3D di aria e monti e sulle pagine libere dei suoi libri.

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