Festa di presentazione per l’uscita di “Bravi Ma Basta”, deposito delle Locomotive FS, Bologna, 25/06/1988.
LINO E I MISTOTERITAL – Fischi per nastri: demos y rarez [again_o5]
Siamo lieti di annunciare la nostra nuova ristampa: Lino e i Mistoterital, storica formazione bolognese, che ha attinto la propria ispirazione dal fenomeno rock demenziale inventato dagli Skiantos, ma con la capacità di muoversi all’interno di linguaggi diversi, quelli conclamati della cultura pop ed altri ad essa contigui, in modo originale ed irripetibile.

Esplosivi dal vivo, hanno costruito il loro successo con il passaparola, distribuendo migliaia di audiocassette dei tre demotape registrati prima del loro esordio su vinile (“Bravi ma basta” del 1988).
Questi tre storici demotape, “Sbagliandosi in para” (1984), “Il prosciutto è il cane” (1986) e “Max Lo Smilzo” (1987), finiscono ora sulla raccolta “Fischi per nastri: demos y rarez”, cd album strabordante di 23 brani restaurati e rimasterizzati, che farà la gioia di chi non ha mai dimenticato le loro gesta.
Per richiederlo, scriveteci all’indirizzo email info@danzemoderne.it
Il CD arriverà, con i tempi fisiologici delle distribuzioni indipendenti, anche nei negozi di musica. Lo si può comunque trovare nei principali webstores nazionali ed internazionali come eBay, Cdandlp.com, Discogs.com, Music Stack, ecc…
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Il tre novembre 1984 i Mistoterital sono alla Down By Me di Go Gianni Go, a S. Pietro in Casale, per registrare un primo demo-tape. Lo studio privato é nella spaziosa cantina di Gianni Fini, magnificamente attrezzata per registrazioni. L’impareggiabile Go, un tempo professionista del live-act (fondatore, cantante, compositore, front-man di “The Lice“, complesso nato nel paese della bassa bolognese ed operante fra la fine dei ’60 e la prima metà del decennio successivo, ma, in verità, personalità musicale troppo ricca e poliedrica per essere limitato a quella prima eperienza) si era creato il suo “covo”, in una saletta acusticamente isolata, con postazione di batteria fissa ulteriormente circoscritta, pianoforte, tastiere, percussioni varie e un prezioso reperto: un autentico mellotron.
Alla consolle, Gianni manovra un Fostex otto piste, da cui ricava tutto il ricavabile. In questa e nelle succesive session di regitrazione.il nostro regala assoli di Fender e anche la sua bellissima voce in vari cori. Dirige il lavoro da vero produttore, consigliando, migliorando, raddrizzando, ed intervenendo in prima persona in caso di manifesta incapacità dei nostri cinque cialtroni.

I ragazzi hanno provato al loro meglio i brani fin qui inventati, ed anche alcune possibili cover. Segnaliamo che in questa occasione i nostri per la prima volta suonano “Gloria” di Van Morrison/Them, infilandoci dentro la sigla delle “fiabe sonore” dei Fratelli Fabbri Editori, ricordo d’infanzia collettivo.
| Ed ecco, in dettaglio, le sessioni alla Down By Me:
SBAGLIANDOSI IN PARA – REGISTRAZIONI: GIORNI 1 / 2 |
Phil ha preparato, nel frattempo, l’immagine per la copertina: cinque pupazzetti in DAS rappresentanti i Mistoterital, fotografati da Mac Macrè. Il set fotografico é allestito dietro casa Anka, a Sanpietro Incas ALÈ!


“Sbagliandosi in Para” era nato come titolo dal tape “sbagliato” Sbagliandosi in para registrato il 4/5/83 all’Epol 1 (Fossolo Bo).
Presenti nel nastro: Bob, Phil, Ted, Mary Nara e i boci.
Nel 1992, l'anno successivo allo stop biologico delle attività dei Mistoterital, si zibibba senza pretese nel Bongo's Studio di Paul Syno (St. Peer Incas, alé) e ci si inventa un finto "album" di Phil Anka da solo: "AnkeAnca". Fra cover irricevibili e sgangheramento pre-digitale, immerso nel solito clima afro-parrocchiale, estraggo tre o quattro tracce che contengono almeno una salamandra con berretto o addirittura una idea di canzone. Ginetto Records, ed. musicali Ribuglio. Una prece.
Studio Battiferro gennaio 2008
“Faccia da Server” procede, ma non è come ai tempi in cui quei sei fringuelloni di LMT si vedevano sempre e ne vendevano anche più del dovuto, accatastando spunti, bozze, testi, canicole. Fattostà che lo StudioBattiferro, situandosi a BoohLagna è il meglio che si può avere di questi tempi in cui i Lini hanno vite e magioni e famiglie sparse qua e là sulla focaccia terrestre.

Dopo la pista ufficialina del Basso di Ronaldo Shetland, abbiamo la sistemazione delle percussioni di Job Steve Cotton, che riesce a fare una rapida puntata dietro ai vetri gestiti da Staccato Demps e Paul Syno. Steve è impeccabile come al solito e drizza con decisione la colonna vertebrale ritmica del brano. Giunge purtroppo notizia che Lauro O’ Cardighan non riuscirà ad inserirsi nella finestra temporale delle registrazioni a lui destinata, poichè l’azienda di cibo-tainement per cui lavora a Londra lo ha nominato responsabile del lancio di un nuovo panino, il “Sandwich dell’Emiro” (pane, datteri, cipolla, cdurren, salsa di martora con una camera d’aria per contorno), ovvero un piatto pensato per distendere le tensioni fra l’Occidente e il quartiere Forcella di Napoli.
E dunque tocca a Bob Rodiatoce palesarsi nei Battiferro finchè è caldo. Nel frattempo a Paul è giunto, via PostaMista (un sistema che recapita plichi all’interno di insalatone di stagione, con funghi e grana), un demo artigianale di Anka, con una traccia provvisoria del testo, da esso eseguita e una proposta di armonica. Però il titolo della canzone è cambiato in “Bar Ossessione”.
Con efficienza da genoviere, Staccato Demps assembla il materiale esistente cosicchè Bob può registrare le sue piste di chitarra. Ne fa una elettrica e una acustica e viceversa, poi di nuovo e Paul Syno deve indovinare in qual mano è nascosta l’una e in quale l’altra. I bravi Terital stendono una forma di canzone definitiva lasciando lo spazio per assolini e variazioni, tanto che Rodia riparte soddisfatto per Bulizano. Nei giorni seguenti Syno ottempera un ennesimo cd-demo per Ted Nylon, che così può inventarsi qualcosa da schiaffare a metà canzone.
Ma mentre aspettate, eccovi un altro frammento del lavoro in sala di registrazione, rubato con l’inganno da una formosa iscritta al Fancléb di LMT e subito a noi recapitato. Ascoltate mò cliccando qui.

La notizia e’ di quelle che ci fanno sentire in lutto.
Pare che stavolta le care vecchie MUSICASSETTE escano davvero dal club dei prodotti degni di stare sul mercato. Niente piu’ nastrini quindi. Soppiantati dai CD e dagli MP3 e relegati ormai negli scaffali piu’ polverosi dei negozi, li vedremo sparire definitivamente. 
Non vendono piu’ e quindi cessano di esistere. Ma per noi rockettari piu’ o meno quarantenni questa e’ una faccenda che fa piangere il cuore. Noi che abbiamo riempito CENTINAIA di C46 , C60 e C90 con i nostri brani a guisa di demo-tape ci poniamo la domanda: come potranno esserci DEMO senza TAPE? E’ terribile!
Paul Syno
È ufficiale: esiste una maniera, uno stile, un modo di performare “alla Mistoterital“.
Ne dà conto il signor Manuel Graziani su “Mood – Suoni & Visioni“, recensendo le attività perniciose di una band, Tony Borlotti e i suoi Flauers, nuovi portabandiera del “beat” all’italiana, quello resuscitato, per intenderci, da filibusti, tipo Gli Avvoltoi di Spirogi, non molti anni fa. Ecco cosa afferma l’incauto Manuel:
“Ci vuole del fegato a fare uscire un disco di puro beat italiano, per di piu’ in vinile. Ma Tony Borlotti e i suoi Flauers di fegato ne hanno a pacchi. Così non stupisce che nel 2003 cantino ancora di donne da sogni (Superdonna), fughe dalla routine (Via Da Questa Citta’) e amori impossibili (Questa Sera), lanciandosi persino in una sexy bossa strumentale (Bossa For Tony)e nel ripescaggio di cover dei Ragazzi del Sole (Atto di Forza n.10). Ad una decina di anni dalle ultime grandi neo sixties band italiane (Avvoltoi e Barbieri) questi 5 eroi salernitani ci ridanno dentro facendoci spalancare il sorriso un po’ alla maniera di Lino e i Mistoterital.“
E’ un bel post sul Rock Italiano Indipendente degli anni ’80, e vista la roba che il nostro amico si ascoltava, mi meraviglio che sia ancora così in possesso delle sue facoltà sensoriali.
Dategli un’occhiata: a me pare proprio che ci siano tutti, tutti, tutti, o quasi. Su ognuna di quelle band si potrebbe tirare fuori un ricordo o un aneddoto o una delle battutacce che, dal vivo, facevamo ai loro danni.
E nella trentina di disordinati che decide di ricordare tramite un album, fra i “migliori degli anni ’80” mette anche Bravi Ma Basta.
Grazie Sergio e, mi raccomando, vergognati.